Trent’anni di attesa, dolore e polvere stanno per lasciare il posto a una nuova identità urbana. A tre decenni esatti da quel tragico 23 gennaio 1996, quando una voragine nel cuore di Secondigliano inghiottì vite e speranze, il Comune di Napoli rompe il silenzio sull’area del disastro. Venerdì 23 e sabato 24 gennaio, l’amministrazione comunale e il sindaco Gaetano Manfredi presenteranno alla cittadinanza "Era, È e Sarà Quadrivio", un piano di riqualificazione che punta a trasformare quello che per anni è stato un "vuoto" urbano in un luogo di aggregazione e memoria attiva.
Il ricordo che si fa architettura
Il progetto non è solo un intervento edilizio, ma un tentativo di ricucire un tessuto sociale lacerato. La presentazione ufficiale avverrà venerdì alle ore 15:00 presso il centro Sandro Pertini. Qui, oltre ai dettagli tecnici sugli interventi architettonici e le attività sociali integrate, verrà proiettata l'anteprima del cortometraggio "Nuovo Cinema Quadrivio".
Sabato mattina, l’appuntamento si sposterà direttamente "sul campo" alle Case Celesti, per mostrare ai residenti come cambierà il volto del quartiere. Accanto alle istituzioni ci saranno i rappresentanti dell'associazione dei Familiari delle vittime, custodi di una memoria che per troppo tempo ha convissuto con il degrado e l'abbandono.
Una ferita aperta dal 1996
Il 23 gennaio 1996 resta una data impressa nel DNA di Napoli. Erano le 16:23 quando il crollo di una galleria sotterranea in costruzione per la Statale 87 NC scatenò l'inferno: le condotte del gas tranciate causarono un’esplosione devastante. Una voragine di 30 metri inghiottì un intero isolato, portando con sé 11 persone tra operai e residenti.
Le fiamme, indomabili per ore, resero vani i soccorsi. Tra le macerie rimasero i nomi di Michele, Alfonso, Mario, Giuseppe, Gennaro, Emilia, Francesco, Pasquale, Ciro, Serena e Stefania. Il corpo di quest'ultima non è mai stato restituito dalla terra. Una vicenda chiusa nelle aule di tribunale nel 2003 con tre condanne, ma mai realmente risolta sul piano urbanistico, lasciando il Quadrivio in un limbo di cantieri interrotti e incuria.
Oltre la passerella: una sfida per il futuro
Negli ultimi anni, la frustrazione dei parenti delle vittime era diventata tangibile. Le proteste di Sandro Russo, presidente dell'associazione dei familiari, avevano acceso i riflettori su una cappella commemorativa spesso lasciata all'abbandono. La sfida del progetto "Era, È e Sarà Quadrivio" è proprio questa: dimostrare che la memoria non è un evento da celebrare una volta l'anno con una corona di fiori, ma uno spazio vivo che appartiene alla quotidianità del quartiere.