Napoli

In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, i dati diffusi da Mission Bambini dipingono un quadro critico per la Campania. In una regione dove la fragilità sociale è strutturale, la povertà educativa non è solo un concetto teorico, ma un ostacolo reale che compromette il futuro di migliaia di minori.

I numeri della crisi: tra esclusione e liste d'attesa

In Campania, oltre il 43% dei minori vive a rischio di povertà o esclusione sociale. È uno dei dati più alti d'Italia e ha un impatto devastante sull'accesso ai servizi fondamentali.

La criticità emerge sin dai primi passi:

Accesso ai nidi: Solo un bambino su sei riesce ad accedere ai servizi per la prima infanzia (0-3 anni).

Copertura insufficiente: La regione resta ben al di sotto degli obiettivi europei.

Liste d'attesa: A livello nazionale, il 60% delle strutture è saturo, ma in Campania il divario tra domanda e offerta è ancora più marcato.

Dalla culla ai banchi: il peso della dispersione scolastica

Le difficoltà dei primi anni si trascinano nel tempo, trasformandosi in abbandono scolastico. In Campania, il 15% dei giovani tra i 18 e i 24 anni lascia gli studi precocemente, una percentuale significativamente superiore alla media nazionale.

Ancora più insidiosa è la dispersione implicita: quasi uno studente su dieci (il 9%) termina il percorso scolastico senza aver acquisito le competenze fondamentali. Sono ragazzi che hanno un diploma "sulla carta", ma non gli strumenti necessari per affrontare il mondo del lavoro o l'università.

"Le disuguaglianze tendono ad accumularsi quando mancano servizi nei primi anni e punti di riferimento stabili successivamente," dichiara Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini. "Il nostro obiettivo è intercettare i bisogni subito, prima che la difficoltà diventi emergenza."

Per contrastare questo scenario, Mission Bambini ha attivato una rete di centri educativi nei territori più vulnerabili. A Napoli sono attivi due centri strategici che, nell'ultimo anno scolastico, hanno sostenuto oltre 600 tra bambini e ragazzi.