Domani alle 14 Bernardo Cava, esponente di primo piano dell'omonimo clan arrestato stamane, nell'inchiesta sull'omicidio di Scisciano, comparirà davanti gip Antonio Sicuranza per la convalida del fermo. Cava ora è ristretto nel carcere di Secondigliano. Insieme ad altre 11 persone è accusato di aver contribuito alla realizzazione dell'associzione a delinquere di tipo camorristico operante ad Afragola, Acerra, Scisciano, San Vitaliano, Marigliano e comuni limitrofi.
Tutti gli indagati avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento, avrebbero compiuto omicidi, estorsioni, stese e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il tutto per acquisire il controllo diretto e indiretto di tutte le attività illecite e generatrici di profitto quali estorsioni e piazze di spaccio e puntare così al consolidamento dell'egemonia dell'ordine criminale costituito.
A Bernardo Cava - difeso dall'avvocato Claudio Frongillo - viene attribuito dagli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli il ruolo di organizzatore, con funzioni di direzione e coordinamento delle attività illecite. Dunque impartiva direttive e ordini provenienti dall'alto ai vari associati nell'esecuzione delle attività illecite condotte dal clan.
Nel delitto di Scisciano avvenuto a dicembre nel quale è stato ucciso Ottavio Colalongo, Bernardo Cava avrebbe assicurato il trasporto e la staffetta del killer da Mugnano del Cardinale al luogo dell'omicidio. Il delitto che secondo gli inquirenti sarebbe maturato nell’ambito di uno scontro tra clan per il controllo dei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano.