di Paola Iandolo
Tre anni e 4 mesi: questa la pena concordata con il pubblico ministero, dai legali di Suor Bernardette per chiudere i conti con la giustizia per il furto dell'oro votino nelle parrocchie irpine. Suor Bernardette affiancata dai suoi legali, gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti, si è presentata in tribunale a Benevento, questa mattina. La 46 anni, di origini indonesiane è accusata di furto aggravato e ricettazione.
La donna è accusata di aver sottratto oggetti votivi, oro e preziosi provenienti da più parrocchie della Diocesi di Ariano e Lacedonia nelle quali lei era la madre superiora della Congregazione delle suore dello Spirito Santo. Lei ha sempre sostenuto che sarebbe stata indotta a farlo perchè plagiata, da un uomo che vive all'estero, di cui non si conoscono le generalità. Una brutta storia per la quale era finita agli arresti domiciliari, ora è all'obbligo di dimora a Roma.
Presente in aula anche il vescovo Sergio Melillo insieme ai nove parroci di Bonito, Castel Baronia, Savignano Irpino, San Sossio Baronia, Ariano Irpino, Carife, Zungoli che hanno chiesto di costituirsi parti civili con l'avvocato Carmine Freda. Anche il comitato di cittadini ha chiesto di essere ammesso alla costituzione di parte civile. La decisione del gup del tribunale di Benevento arriverà il 30 gennaio.
Secondo gli inquirenti, la suora avrebbe fatto sparire preziosi ed oro votivo che avrebbe girato a terze persone in cambio di soldi. Stando alle indagini la suora avrebbe avrebbe venduto i giorielli preziosi ad un comproro ed un gioiellerie, nel marzo 2024 ottenendo circa 34.500 euro. Soldi che avrebbe poi trasferito in Indonesia, a favore di terzi e non per uso personale, utilizzando indebitamente i documenti di identità di cinque persone. L'importo totale trasferito in Indonesia si aggira intorno ai 94mila euro.