Avellino

L’Unione dei Comuni Città Caudina prende atto dell’esclusione dalla selezione finale, ma rifiuta di interpretare l’esito in termini di sconfitta o vittoria. La candidatura è stata soprattutto un percorso formativo e culturale innovativo, non un semplice esercizio competitivo, che ha dato vita a un processo senza precedenti di consapevolezza collettiva.

Quattordici comuni hanno riscoperto una storia, un’identità e un futuro condivisi, dando origine alla fondazione simbolica e culturale di una nuova città: una Città Caudina policentrica, rurale e insieme contemporanea, capace di valorizzare le specificità locali mettendole in relazione.

Il percorso ha generato una fortissima partecipazione del territorio, con oltre cento proposte progettuali e numerose iniziative già avviate, sostenute da associazioni, operatori culturali, imprese e comunità locali. L’energia attivata non si è esaurita con il dossier, ma ha continuato a produrre progettualità condivisa, come dimostra la Comunità di Pratica di Cervinara.

La candidatura ha inoltre collocato la Città Caudina in un orizzonte internazionale, attivando reti, collaborazioni scientifiche con università italiane e straniere e il supporto di un autorevole Comitato Scientifico. Il dossier, redatto da Alessandra Panzini, Leandro Pisano e Giacomo Porrino, ha tradotto questo patrimonio in una proposta culturale solida e innovativa.

Il risultato più importante non è l’accesso alla finale, ma la nascita di una comunità consapevole e organizzata, capace di pensarsi come città e di superare la frammentazione dei piccoli borghi. La candidatura ha lasciato in eredità un capitale culturale, sociale e simbolico duraturo: non una capitale italiana della cultura, ma una città nuova che ha già iniziato a esistere.