Raccontare la Shoah non solo come evento storico concluso nei campi di sterminio, ma come processo graduale, fatto di esclusione, leggi discriminatorie, parole d’odio e silenzi collettivi. L’intento è far comprendere soprattutto ai giovani come una società civile e democratica possa arrivare ad accettare l’ingiustizia come normalità e perché questo meccanismo riguarda anche il presente. Con queste premesse, l’amministrazione comunale di Monteforte Irpino guidata dal sindaco Fabio Siricio – in particolare l’assessore alla Cultura Francesca De Santis – ha organizzato per martedì 27 gennaio, alle ore 18, in occasione della giornata internazionale della Memoria, un convegno dal titolo “La Shoah, prima della Shoah. Conoscere il passato per costruire il futuro” che si terrà all’interno della sala consiliare – Palazzo Loffredo.
«Il Comune non è solo luogo ospitante, ma garante di una memoria che parla al presente – sottolinea De Santis -. La Shoah non comincia con Auschwitz, ma con le leggi razziali, l’espulsione dalle scuole e dai luoghi di lavoro, l’indifferenza di chi assiste. Vogliamo concentrarci su questo “prima”, spesso meno conosciuto ma decisivo».
Il convegno è stato pensato come un percorso in più linguaggi. Dunque, una scenografia essenziale, con sedie vuote che riportano nomi e professioni di persone realmente espulse dalla vita civile nel 1938. Previsto, inoltre, il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Aurigemma” di Monteforte, non come attori, ma come voci che restituiscono dignità a queste persone. Gli allievi reciteranno anche delle poesie. Ci sarà la partecipazione della Pro Loco.
Dopo i saluti del sindaco Siricio, a prendere la parola sarà la relatrice, la professoressa Giovanna Della Bella. Come una società arriva alla Shoah sarà il tema sul quale si incentrerà l’intervento di Giovanni Malesci, Dirigente del Ministero della Giustizia e rappresentante di “Populorum Progressio Odv”. In rappresentanza dell’Aurigemma, la professoressa Rosaria Prima, vicepreside. Le conclusioni saranno affidate a don Fabio Mauriello, parroco di Monteforte.
"Raccontare la Shoah non solo come evento storico nei campi di sterminio"
Il comune di Monteforte garande di una memoria che parla al presente
Gianni Vigoroso