Hanno deciso di farlo insieme, come insieme avevano attraversato giorni di silenzio e di vergogna. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio sono stati trovati impiccati nel giardino della loro abitazione ad Anguillara Sabazia, a una settimana dal ritrovamento del corpo di Federica Torzullo, la nuora uccisa dal figlio Claudio. Un doppio suicidio che aggiunge un ulteriore livello di tragedia a una vicenda già devastante.

Il peso dei sospetti

Non erano indagati, ma le ombre li avevano raggiunti comunque. In una cittadina di poco più di ventimila abitanti, gli sguardi, le domande non pronunciate e i sospetti di complicità sono diventati una condanna quotidiana. Bastava uscire per comprare il pane o entrare in un bar perché la vita di prima diventasse impossibile. La paura di essere considerati colpevoli, anche senza prove, ha scavato più a fondo di qualsiasi accusa formale.

Una caduta pubblica

Maria Messenio, ex poliziotta e assessora comunale alla Sicurezza, aveva parlato in campagna elettorale di senso del dovere e rispetto delle regole come valori fondanti. Dopo l’arresto del figlio, ha rassegnato le dimissioni, accettate immediatamente. Un gesto che ha segnato il crollo definitivo di una figura pubblica travolta da una colpa non sua, ma impossibile da separare dal proprio ruolo di madre.

Il lavoro interrotto

Pasquale Carlomagno, imprenditore nel settore degli scavi e del movimento terra, aveva provato a tornare al lavoro, ma senza riuscirci. Era stato ripreso dalle telecamere la mattina del 9 gennaio, poche decine di minuti dopo l’omicidio, mentre si muoveva nei pressi dell’abitazione del figlio. La sua posizione non era mai stata formalmente contestata, ma neppure del tutto chiarita. Un limbo giudiziario che ha contribuito ad alimentare il peso psicologico della vicenda.

Il dolore privato

A tutto questo si è aggiunta una perdita silenziosa e definitiva: quella del nipote di dieci anni, destinato a crescere lontano da loro. Un legame spezzato senza possibilità di ricucitura. Negli ultimi giorni la coppia si era chiusa in casa, limitando i contatti al minimo, comunicando con i consuoceri solo attraverso i legali. Poi la decisione finale, maturata dopo una settimana vissuta come un tempo infinito.

Una comunità sotto choc

Anguillara si è svegliata attonita davanti a un epilogo che nessuno immaginava, ma che molti temevano. Due morti che non cancellano il delitto iniziale, ma raccontano il collasso umano che può seguire una tragedia familiare. Una storia che lascia dietro di sé domande senza risposta e un dolore che continua ad allargarsi, coinvolgendo un’intera comunità.