Napoli

Dalle 5 di questa mattina, decine di manifestanti della rete "No America's Cup" hanno paralizzato l'accesso ai cantieri tra via Diocleziano e via Enea. Un blocco stradale mirato, che ha lasciato passare le auto dei lavoratori ma ha sbarrato la strada ai mezzi pesanti diretti alla colmata.

I motivi del blocco: salute e sicurezza in "zona rossa"

Al centro della mobilitazione c'è l'impatto dei lavori per il villaggio tecnico che ospiterà i team della 38esima America's Cup nel 2027. I comitati denunciano una totale assenza di garanzie ufficiali sulla salute pubblica. Le criticità sollevate sono tre:

Mancanza di VIA: I manifestanti lamentano l'assenza di una Valutazione di Impatto Ambientale completa per opere che stanno "tombando" la colmata con teli isolanti e cemento.

Crisi Bradisismica: Il transito di centinaia di camion al giorno aggrava la viabilità in una zona già martoriata dal bradisismo, aumentando i rischi per la sicurezza delle infrastrutture.

Amovibilità incerta: Nonostante le rassicurazioni del Sindaco, manca un progetto pubblico dettagliato per la rimozione delle strutture dopo l'evento.

Lo scontro politico. Manfredi contro gli ex: De Magistris, De Luca e Bassolino 

Il clima è incandescente anche sul fronte politico. Il Sindaco Gaetano Manfredi, in veste di Commissario straordinario, difende il cronoprogramma che vede i primi team arrivare già a maggio 2026. Tuttavia, il fronte del "no" trova sponde pesanti.

Vincenzo De Luca, ex governatore, ha definito il cantiere un esempio di "totale illegalità", puntando il dito contro l'esplosione dei costi (passati da 13 a oltre 150 milioni per alcune opere) e la presunta "cementificazione della spiaggia". "Dicono che le opere siano amovibili, ma è una bugia. La spiaggia viene cementificata sotto i nostri occhi", ha tuonato De Luca nella sua ultima diretta. Sulla stessa linea Antonio Bassolino, che in Consiglio Comunale ha accusato la giunta di aver rinunciato all'idea originaria di un parco pubblico e di una spiaggia libera per far spazio a un "villaggio d'élite"

Il sindaco Gaetano Manfredi, nella sua doppia veste di primo cittadino e Commissario straordinario di Governo, si trova a gestire una delle fasi più delicate del suo mandato. La sua posizione è diametralmente opposta a quella dei comitati e dei suoi predecessori: per Manfredi, l'America's Cup non è un ostacolo alla bonifica, ma il suo principale acceleratore finanziario e temporale. Manfredi ha risposto seccamente alle accuse di De Luca e Bassolino sulla cementificazione della colmata. Il Sindaco assicura che le opere per il villaggio tecnico sono interamente amovibili.

 

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha già validato il carattere temporaneo delle strutture. Secondo Manfredi, il "tombamento" (capping) della colmata con teli e terreno non è un addio alla spiaggia, ma una messa in sicurezza necessaria per rendere l'area calpestabile subito, senza attendere i decenni necessari a una rimozione integrale che, al momento, non avrebbe neanche i fondi sufficienti.

 "Chi inquina non paga più? No, acceleriamo"

Rispetto alle accuse di Luigi de Magistris e dei comitati (secondo cui si starebbe facendo una "bonifica al ribasso"), Manfredi sostiene che il modello precedente ha prodotto solo 30 anni di stallo. Grazie all'accordo firmato con il Governo (Protocollo Meloni-Manfredi), sono stati sbloccati circa 1,2 miliardi di euro. Il Sindaco ribadisce che l'obiettivo finale resta il Parco Urbano e la balneabilità entro il 2028-2029, e che l'evento velico serve a garantire che i cantieri non si fermino per mancanza di liquidità.

Sui rischi legati al transito dei camion in piena crisi bradisismica, Manfredi ha chiesto un sistema di controllo costante sulle vibrazioni e sulla stabilità degli assi viari interessati. In risposta alle proteste, ha annunciato l'installazione di webcam fisse per permettere ai cittadini di monitorare i lavori in tempo reale, cercando di smontare il "muro di silenzio" lamentato dai comitati.

Lo scontro politico: "Non accettiamo lezioni"

Verso De Luca e Bassolino, i toni si sono fatti duri. Manfredi ha ricordato che le amministrazioni passate hanno "fallito puntando su strumenti sbagliati o isolando la città". La sua risposta politica è chiara: Napoli deve agire come una capitale internazionale e non può permettersi di perdere un indotto stimato in circa un miliardo di euro per "pregiudizi ideologici".

Verso il 7 febbraio

Mentre il Comune annuncia l'installazione di webcam per la diretta dei lavori e promette un consiglio comunale monotematico per placare gli animi, i comitati non arretrano. È stato indetto un presidio permanente a Piazza Bagnoli ogni giorno alle 17:00, in preparazione della grande manifestazione di sabato 7 febbraio. La sfida per Napoli è aperta: trasformare Bagnoli in una vetrina mondiale della vela o restituirla ai cittadini come bosco e spiaggia pubblica. Per ora, tra i teli della colmata e i clacson dei camion fermi, la tensione resta altissima.