"Le risorse stanziate per il rinnovo del contratto di lavoro per il triennio 2025-2027 degli appartenenti alle forze dell’ordine, sebbene in linea con l’indice ipca previsionale degli anni di riferimento, sono assolutamente insufficienti a garantire un’equa retribuzione per le donne e gli uomini in divisa impegnati nel difendere la sicurezza con scarsi e inadeguati strumenti e in forte sottorganico.

E non solo perché l’indice ipca di riferimento è considerato al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, che com’è noto ha un fortissimo impatto sui bilanci familiari, ma anche perché non consentono alcun recupero sulla pesantissima perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni subita negli anni precedenti.

E non ingannino i circa 200 euro mensili di adeguamento, medi, lordi, a regime (dall’anno 2027) prevedibili, che al netto delle ritenute alla fonte e spalmate sulla struttura retributiva, soprattutto per le qualifiche di base, che sono la maggioranza, si tradurranno in pochi spiccioli. Ancora peggio, peraltro, per gli appartenenti alla polizia penitenziaria per i quali, causa il tecnicismo di ripartizione degli adeguamenti salariali, si prospettano aumenti inferiori di 22 euro rispetto ai colleghi della Guardia di Finanza e di 13 euro con riferimento alla media".

 

Lo ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria, alla riunione presieduta dal ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e in corso dalle 10 di stamani presso il dipartimento della funzione pubblica fra una nutrita delegazione governativa composta dai ministri o i sottosegretari interessati e i sindacati delle forze di polizia e delle forze armate per il rinnovo del Ccnl relativo agli anni 2025, 2026 e 2027.

 

"Si aggiunga che il lavoro straordinario, le cui prestazioni sono obbligatorie e indispensabili per il disimpegno dei servizi ordinari e di fatto senza limiti, nonostante gli impegni del Governo a margine dell’ultimo contratto, si perpetua il caporalato di stato. Non solo viene pagato meno del lavoro ordinario, ma si pretende che per rivalutarlo si spendano gli stanziamenti destinati al rinnovo contrattuale. In altre parole, le poliziotte e i poliziotti dovrebbero continuare ad autofinanziarsi il lavoro prestato oltre l’orario ordinario per far fronte alle insufficienti assunzioni. Si pensi che la sola Polizia penitenziaria viene scientemente costretta a operare con 20mila unità in meno rispetto al fabbisogno, tanto da dover espletare turni che si spingono fino a 26 ore continuative", ha aggiunto il segretario della UILPA PP.

 

"Da sciogliere poi il nodo delle pesantissime penalizzazioni previdenziali.  Va ricordato che gli operatori del comparto non possono beneficiare di trattamenti integrativi. Si pone quindi l’indifferibile urgenza di prevedere misure perequative anche attraverso il finanziamento e la finalizzazione della previdenza dedicata per scongiurare che gli appartenenti alle forze di polizia, dopo oltre 40 anni di servizio, che per la Polizia penitenziaria si traducono in 40 anni di carcere, finiscano per percepire un assegno prossimo a quello sociale. Proprio con riferimento alla Polizia penitenziaria, è altresì fondamentale omogenizzare il trattamento economico all’interno del settore e che la vede fanalino di coda davanti solo all’Esercito in una classifica che, palesemente, non dovrebbe neppure esistere”, ha spiegato ancora il dirigente sindacale.

Apprezziamo e diamo atto al Ministro Zangrillo e all’Esecutivo dell’apertura del negoziato in tempi tutto sommato ragionevoli, ma serve uno slancio ulteriore nella consapevolezza che la sicurezza necessita non soltanto di solide basi normative, ma anche di opportuni investimenti", ha concluso De Fazio.