Smottamento in piena emergenza. Un movimento franoso di grandi dimensioni ha investito Niscemi, provocando danni estesi a infrastrutture, abitazioni e strade nella parte occidentale della cittadina. La frana è attiva da domenica pomeriggio e si è rapidamente espansa, al punto da rendere necessaria l’evacuazione di centinaia di residenti e l’adozione di misure di emergenza da parte delle autorità locali e regionali.

Evacuazioni e centri di accoglienza

In seguito al cedimento del terreno lungo la provinciale SP10, nei pressi del quartiere Sante Croci e dell’area del torrente Benefizio, le autorità di Protezione civile hanno disposto l’evacuazione di circa 500 persone a scopo precauzionale. Molti sfollati hanno trascorso la notte nel palazzetto dello sport “Pio La Torre”, allestito come centro di prima accoglienza con brandine e assistenza sanitaria.

Strade interrotte e scuole chiuse

La frana ha causato lesioni sull’asfalto e cedimenti del terreno che hanno reso impraticabili le strade provinciali SP10 e SP12, principali collegamenti con il centro urbano e con le statali verso Gela, Catania e Piazza Armerina. Per la sicurezza dei cittadini, il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole in tutta la città e l’istituzione di una zona rossa nelle aree più a rischio.

Case in bilico e paure crescenti

Il fronte franoso, che si estende per diversi chilometri e continua ad allargarsi, ha già reso inagibili molte abitazioni. Immagini dall’alto mostrano case sospese sul baratro e parti di terreno scivolate via, alimentando la paura tra gli sfollati per il futuro delle proprie abitazioni. Alcuni testimoni parlano di crepe profonde e del rischio concreto che altre porzioni di terreno possano cedere nelle prossime ore.

Una situazione in evoluzione

Il maltempo degli ultimi giorni, con piogge intense legate al passaggio del ciclone “Harry”, è ritenuto uno dei fattori scatenanti del fenomeno. Le piogge hanno saturato il terreno argilloso su cui è edificata la città, facilitando il movimento franoso già segnalato in passato lungo il versante ovest. Le autorità lavorano per individuare percorsi alternativi di collegamento e per garantire la sicurezza delle famiglie trasferite. Sul posto sono attivi decine di volontari di Protezione civile, mentre gli enti regionali stanno coordinando gli aiuti e pianificando interventi di consolidamento del versante. La situazione resta drammatica, come ha dichiarato il sindaco, con la comunità che vive ore di grande incertezza.