Lei, una 56enne di Casavatore, è indagata per sostituzione di persona e accesso abusivo a sistema informatico, lui, un 48enne di Benevento, per tentata truffa e accesso abusivo.
Sono entrambi stati tirati in ballo da una inchiesta della Procura di Napoli, ora terminata, che riguarda fatti che si sarebbero verificati tra il 12 ed il 15 marzo 2024. Quando la donna, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe eseguito un accesso abusivo all'applicativo del registro delle imprese della Camera di commercio di Venezia, sostituendosi al rappresentante legale di una società con sede a Marghera.
In questo modo, inducendo in errore anche l'Agenzia delle entrate venete, avrebbe inviato una comunicazione per la variazione dei dati, indicando se stessa come rappresentante della società. Obiettivo: procedere ad operazioni sui crediti fiscali in carico all'azienda. Un modus operandi riptuto anche a Roma con un'altra società: un traguardo non tagliato in entrambi i casi per l'intevento dell'Agenzia e della parte offesa.
Quanto al beneventano, sarebbe intervenuto frauolentemente sul sistema telematico dell'Agenzia delle entrate, nell'area riservata, inserendo il proprio nominativo tra quelli di coloro che erano stati autorizzati dal rappresentante legale della stessa società venetà ad operare con l'applicatico 'piattaforma cessione crediti'-
Il tutto per eseguire l'accettazione e la movimentazione dei crediti presenti per un importo di 30 milioni di euro: un'operazione fallita per le limitazioni previste dalla procedura. I due indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Liccardo e Fabio Ficedolo.