Salerno

E' terminato con una condanna ed un'assoluzione il processo denominato "Sistema Salerno" e legato allo scandalo delle cooperative sociali che travolse il Comune di Salerno nell'ottobre 2021, a poche settimane di distanza dalle elezioni Comunali. Il Tribunale di Salerno ha assolto dall'accusa di corruzione Nino Savastano, ex assessore del Comune di Salerno e consigliere regionale uscente; è stato condannato a due anni per turbativa d'asta, invece, Vittorio "Fiorenzo" Zoccola, ritenuto dagli investigatori il "dominus" delle società che per anni hanno gestito la manutenzione del verde in città.

"Questo processo dimostra ancora una volta che c'è qualcosa che non funziona bene tra misura cautelare e processo di merito", ha detto l'avvocato Giovanni Annunziata che, insieme ad Agostino De Caro ha difeso Savastano nel processo. "Ricordo che savastano ha patito nove mesi di domiciliari, misura cautelare che si poggiava su di un quadro indiziario che è stato poi successivamente demolito dal dibattimento. Ho sempre sostenuto dalle prime battute di questo processo che le contestazioni avanzate nei confronti di Savastano erano prive di riscontri probatori. Purtroppo abbiamo dovuto attendere l'intero processo per dimostrare quello che era evidente da una lettura degli atti. E' emerso in modo chiaro che nessun condizionamento ha operato Savastano ma addirittura è stata offerta la prova in dibattimento dell'impossibilità di Savastano di condizionare una delibera, essendo quest'ultima proposta da altri soggetti, approvata dall'intera giunta comunale, e inoltre, Savastano non era nemmeno l'assessore di riferimento. Ci auspichiamo che sulla base di queste vicende il legislatore voglia al più presto intervenire sulla regolamentazione delle misure cautelari e porre dei correttivi per effetto dei quali situazioni di questo tipo, che rappresentano un sacrificio inutile della libertà personale, vengano quanto più possibile arginate".