Il 27 gennaio, anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, è il Giorno della Memoria. Una data che richiama lo sterminio degli ebrei e la persecuzione dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. In occasione della ricorrenza, Camera dei deputati ha rilanciato sui propri canali social un video che riporta una delle testimonianze più forti ascoltate in Parlamento negli ultimi anni.

La voce di Sami Modiano

Nel filmato è riproposto l’intervento pronunciato nel 2017 da Sami Modiano, deportato ad Auschwitz all’età di tredici anni. Le sue parole tornano a scuotere, raccontando il viaggio verso il campo di sterminio e l’ignoranza del destino che attendeva chi veniva caricato sui treni.

Il viaggio verso la morte

Modiano ricorda i vagoni piombati, stipati di persone, ottanta o novanta per carrozza, senza sapere dove fossero diretti. «Eravamo stivati come animali», racconta, descrivendo condizioni disumane in cui venivano cancellati pudore e dignità. Un viaggio che, solo in seguito, avrebbe rivelato la sua vera destinazione: la morte.

La rampa e la selezione

Il racconto si sofferma poi sull’arrivo ad Auschwitz, sulla rampa dove bastava un gesto di un dito per decidere chi dovesse vivere e chi morire. Bambini, innocenti, condannati solo per essere nati in un’altra religione. Un passaggio che restituisce con crudezza la meccanica dello sterminio e l’arbitrarietà assoluta del potere nazista.

La testimonianza come impegno

Modiano conclude riaffermando il senso della sua missione. Finché avrà forza, continuerà a raccontare ai ragazzi ciò che ha visto, con l’auspicio che né loro né i loro figli debbano mai assistere agli orrori che hanno segnato la sua infanzia. Un impegno civile che rende il Giorno della Memoria non solo un rito, ma un richiamo alla responsabilità collettiva.