Napoli ricorda la Shoah, ma lo fa in un clima segnato anche da divisioni e polemiche. Al Teatro San Carlo si è svolta la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria, promossa dalla Prefettura di Napoli con la Fondazione del teatro e l’Ufficio scolastico regionale, alla presenza di studenti, autorità civili e militari.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha richiamato il valore universale del ricordo, definendo la Shoah “la più grande tragedia della nostra umanità”, e ha messo in guardia dal ritorno di idee fondate su odio e discriminazione. “Libertà, democrazia e rispetto non sono valori acquisiti per sempre – ha detto – vanno difesi ogni giorno”. Manfredi ha ribadito anche il ruolo storico della città, prima a liberarsi dall’occupazione nazifascista, e oggi “in prima fila nella difesa della tolleranza”.
Sul palco del San Carlo è intervenuto anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha condannato “tutte le mani armate contro le popolazioni e contro i bambini”, sottolineando come la disumanizzazione dell’altro rappresenti la perdita più grave dell’essenza umana. Per Fico, la memoria deve essere “un’azione politica costante nella costruzione della pace”.
Accanto alle celebrazioni, però, pesa l’assenza della Comunità ebraica di Napoli, che per la prima volta non ha partecipato alle iniziative promosse dal Comune, dalla deposizione delle corone in ricordo della piccola Luciana Pacifici fino alla maratona di lettura di Se questo è un uomo di Primo Levi. La presidente Lydia Schapirer ha parlato di commemorazioni diventate “rituali privi di significato” e ha criticato le scelte politiche del Comune e dell’Università Federico II, accusate di alimentare un clima di ostilità dopo le mozioni su Israele.
Manfredi ha replicato invocando il dialogo e il confronto democratico, mentre il prefetto Michele di Bari ha richiamato tutti a ritrovare “la segnaletica dell’umanità”, ricordando che la memoria è responsabilità quotidiana.