di Paola Iandolo
Omicidio Colalongo avvenuto anche con la complicità di Bernardo Cava, boss dell'omonimo clan operativo in Irpinia: stamattina verrà conferito dal pm antimafia Henry Jhon Woodcock l’incarico medico legale per esame esterno e necroscopico sulla salma del cinquantenne ucciso in un agguato di camorra lo scorso 17 dicembre a Scisciano.
Un accertamento irripetibile, rinviato per non compromettere le indagini, nell’ambito del procedimento a carico di dodici indagati accusati di omicidio aggravato dalla finalità mafiosa, a partire dai mandanti detenuti e dai due esecutori, tra cui Antonio Aloia, 47enne ras di Acerra, all”epoca dei fatti latitante in Irpinia.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, grazie al rinvenimento poco distante dal luogo del delitto oltre che della moto abbandonata dai killers anche di un telefono e delle chiavi di una vettura che doveva essere utilizzata per la fuga, hanno ricostruito il delitto. Grazie a quanto rinvenuto poco distante dal luogo dell'esecuzione hanno potuto ricostruire anche il ruol di Bernardo Cava.
Quest'ultimo avrebbe fatto da “staffetta”. Avrebbe prelevato da Mugnano del Cardinale, Antonio Aloia per accompagnarlo nei pressi del luogo dell’ agguato.Per aver ricoperto questo ruolo Cava, difeso dall’ avvocato Claudio Frongillo, la scorsa settimana è stato raggiunto da un decreto di fermo di pg eseguito dai Carabinieri di Castello di Cisterna.