Bacoli

"Ci sono voluti 5 mesi per scoprire una verità chiara a tutti. Giovanni è morto per aver inalato acido solfridico. Aveva 20 anni, era in Sardegna. Non per una vacanza con amici. Non per alloggiare in hotel extra-lusso. Lo hanno trovato senza vita mentre dormiva nello stanzino riservato a chi fa lo skipper. Lo hanno trovato senza vita, lì dove viene fatto dormire chi è chiamato su uno yatch per lavorare. Non per una gita di piacere. Giovanni è morto così. Per aver respirato acido, veleno, in uno spazio angusto". Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, commenta così i risultati dell'autopsia di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne morto in estate.

Il giovane è deceduto per i veleni inalati. "Non è stato il caso. Non è stato un malore. Non è stato il frutto di una notte sregolata. Perché anche questo fu detto in quelle ore di grande dolore collettivo. Anche questo qualcuno tentò di farci credere. Una vergogna assoluta. Noi però non lo dimentichiamo. È tutto a verbale. Adesso diteci la verità. Diteci cosa è successo. Diteci perché è morto. E diteci, se il caso non è stato, se ci sono responsabilità. Diteci perché Giovanni era lì sopra. Diteci se è una morte sul lavoro. Diteci se è una morte di lavoro, senza tutele. Diteci se è una morte di lavoro, senza contratto. Diteci se un angelo di 20 anni è morto di lavoro", il duro atto d'accusa del primo cittadino bacolese.

Della Ragione rilancia: "Attendiamo, fiduciosi. E ribadisco quanto già dissi 5 mesi fa. Subito dopo la tragica notizia. Il Comune di Bacoli non resterà a guardare. Ma in questo processo, ci costituiremo parte civile al fianco della famiglia di Giovanni. Lo faremo senza esitazioni, per far sentire loro tutta la vicinanza del popolo bacolese, che ha perso un suo figlio. Lo faremo perché nessuno potrà può riportarci qui Giovanni Marchionni. Nessuno. Ma, con la stessa certezza, non consentiremo a nessuno di negare la verità. Nessuno. È una promessa, e la manterremo. Fino in fondo. Noi siamo qui. Vogliamo la verità. Verità per Giovanni".