Napoli

In un’epoca in cui la sanità pubblica soffre la carenza di medici di base e il Sud Italia sperimenta una crescente frammentazione dei percorsi di cura, l’ambulatorio di Emergency a Ponticelli taglia il traguardo dei dieci anni di attività. Dal 2015 a oggi, il presidio della Sesta Municipalità è diventato un pilastro della medicina di territorio, prendendo in carico circa 12.000 persone e fornendo oltre 75.000 prestazioni sanitarie e socio-assistenziali.

L’esperienza napoletana non è solo un servizio di emergenza, ma un vero laboratorio sperimentale di medicina di prossimità. In questo spazio, il diritto alla salute viene garantito attraverso un approccio multidisciplinare che unisce medicina generale, supporto psicologico e mediazione culturale (Qui la puntata de La Linea "Sanità di frontiera: l'ambulatorio Emergency di Napoli est")

I numeri di un decennio: non solo migranti, crescono gli italiani

Il bilancio dell'attività rivela una realtà sociale complessa. Sebbene l’ambulatorio sia nato per abbattere le barriere d’accesso al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per gli stranieri, i dati mostrano una forte incidenza di cittadini locali: il 23% dei pazienti è italiano. Si tratta spesso di persone fragili, anziani soli e soggetti privi di una rete familiare o economica.

Analizzando le 75.000 prestazioni erogate dal 2015:

42% di natura clinica (medicina generale e pediatria);

34% attività di mediazione culturale (fondamentali per superare barriere burocratiche);

21% prestazioni infermieristiche;

2% supporto psicologico.

Provenienti da 116 Paesi diversi, i pazienti includono nuclei familiari ucraini, rumeni, marocchini e bangladesi, oltre a una fetta crescente di over 60 (18% dell'utenza nel 2025) che trovano in via Pacioli l'unico punto di riferimento sanitario.

Oltre la clinica: lo sportello sociale contro la ghettizzazione

Dal 2023, Emergency ha integrato un settore sociale per rispondere a bisogni che vanno oltre la patologia medica. Nel solo 2025, circa 200 persone si sono rivolte allo sportello: il 63% per problemi amministrativi (permessi di soggiorno) e il 30% per l'accesso all'istruzione e ai servizi territoriali.

"Riscontriamo la necessità di un maggiore supporto per la presa in carico dei più vulnerabili", spiega Emanuela Carlucci, operatrice sociale. "Mancano ancora risposte concrete dal territorio per quanto riguarda lavoro e abitazione".

Un modello per il futuro della sanità campana

L'ambulatorio di Ponticelli è diventato una "piazza di quartiere", un luogo dove si abbatte il confine tra pazienti iscritti al SSN e persone invisibili (STP ed ENI). Crescenzo Caiazza, infermiere del presidio, sottolinea l’importanza della replicabilità: "Auspichiamo che questo spazio sia un modello per superare la ghettizzazione e implementare la medicina territoriale".

Sulla stessa linea Sergio Serraino, coordinatore di Emergency Campania, che lancia un appello istituzionale: "Abbiamo chiesto formalmente al nuovo Presidente della Regione, Roberto Fico, di venire a visitare il nostro spazio. L'esperienza di Ponticelli può ispirare una sanità capace di rendere concreto il diritto alla salute per tutti".