No all'elemosina di governo", "Tutto sulle spalle delle famiglie", "Lavoriamo 24 ore su 24". Sono i gridi di battaglia che ieri hanno riempito Piazza Santi Apostoli, dove centinaia di caregiver familiari provenienti da tutta Italia si sono riuniti per protestare contro il Disegno di Legge (DDL) sulla disabilità promosso dalla ministra Alessandra Locatelli.
Al centro della mobilitazione, sostenuta dal Movimento 5 Stelle e dalla rete Caregiver Familiari Uniti (CFU), c'è la richiesta di un riconoscimento giuridico ed economico reale per una categoria che, secondo l'Istat, conta oltre 7 milioni di persone in Italia, di cui 2 milioni impegnati in assistenza continuativa e gravissima.
"Caregiver, presto in Consiglio una proposta di legge regionale"
"Il disegno di legge nazionale sui caregiver è inaccettabile perché non riconosce adeguatamente il valore di chi dedica la propria vita alla cura dei propri familiari più fragili". Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Luca Trapanese. "Ieri il Movimento 5 Stelle è sceso in piazza a Roma accanto ai caregiver italiani, persone che non chiedono favori ma diritti, tutele e risorse. È una mobilitazione che nasce dall'assenza di risposte realmente efficaci da parte del Governo Meloni".
"Tra i miei primi atti in Consiglio regionale della Campania ci sarà la presentazione di una proposta di legge regionale sui caregiver, pensata per offrire un supporto reale, concreto e aderente ai bisogni quotidiani di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente. Il Movimento 5 Stelle lavorerà seriamente, confrontandosi con esperti, associazioni, con chi vive ogni giorno sulla propria pelle il peso e la responsabilità della cura". "Mi impegnerò perché questa proposta non abbia un colore politico, ma possa essere condivisa e approvata dall'intero Consiglio regionale. La disabilità - conclude Trapanese - non è una bandiera di parte: è una questione che richiede dignità e rispetto".
Le critiche al DDL Locatelli: "Un'offesa alla dignità"
Il provvedimento attualmente in discussione in Parlamento è stato bollato dalle associazioni come "totalmente inadeguato". A scatenare la rabbia è soprattutto il bonus economico previsto: 400 euro mensili a fronte di un impegno che può arrivare a 91 ore settimanali di assistenza.
Ma non è solo l'importo a essere contestato. Le maglie strettissime per accedere al beneficio prevedono:
Un ISEE non superiore a 15.000 euro;
Un reddito annuo personale entro i 3.000 euro.
"Questa legge è una presa in giro, una legge fuffa fatta per propaganda elettorale", ha attaccato duramente Andrea Quartini, deputato del M5S presente alla manifestazione. "Parliamo di un livello essenziale di assistenza non retribuito e privo di contributi figurativi".
Le richieste della piazza: verso il riconoscimento professionale
I caregiver non chiedono assistenza, ma il riconoscimento di uno status professionale. Il documento presentato alle istituzioni dalla rete CFU (che unisce 30 realtà associative) parla chiaro:
Riconoscimento giuridico del caregiver come lavoratore.
Retribuzione congrua e contribuzione previdenziale piena.
Superamento del criterio ISEE per l'assegnazione dei sostegni.
Servizi di sollievo per garantire il diritto al riposo e alla vita privata.
"Il nostro lavoro è di 24 ore al giorno," spiega Davide Amati, membro di una delle associazioni in piazza. "Non siamo contro il DDL a prescindere, vogliamo una legge buona per tutti che riconosca i nostri diritti calpestati".
Il peso sociale: un esercito di donne "invisibili"
Il tema ha una forte connotazione di genere. La stragrande maggioranza dei 7 milioni di caregiver è composta da donne e madri che, per assistere i propri cari, sono costrette ad abbandonare il lavoro, finendo in un limbo di povertà e isolamento sociale.
La protesta si è conclusa con l'annuncio della consegna di una petizione, che ha già raccolto 8.000 firme, alla Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica. L'obiettivo è fermare un'economia che i manifestanti definiscono "di guerra", per dirottare risorse su chi dedica la propria vita alla cura degli altri.