Il confronto sul programma nucleare iraniano torna a infiammarsi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che, in assenza di negoziati, Washington potrebbe ricorrere a un attacco contro Teheran. Una linea che ha provocato l’immediata reazione del ministro degli Esteri iraniano, che ha escluso qualsiasi trattativa «in un clima di minaccia», ribadendo la posizione di chiusura del governo di Teheran.

Merz: «Il regime ha i giorni contati»

Sul fronte europeo, toni particolarmente duri sono arrivati dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui il regime iraniano «ha i giorni contati». Parlando in conferenza stampa con il premier rumeno Ilie Bolojan, Merz ha sostenuto che un potere fondato esclusivamente sulla violenza e sul terrore contro la propria popolazione non può durare a lungo, ipotizzando che il crollo possa avvenire «nel giro di settimane».

Pasdaran e lista nera Ue

Domani a Bruxelles si riunirà il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. Tra i temi in agenda figura anche la possibile designazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica. Francia e Spagna, finora tra i Paesi più cauti, sembrano orientate ad appoggiare l’iniziativa, rilanciata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Una presa di posizione che ha irritato Teheran e ha portato alla convocazione dell’ambasciatrice italiana.

La portavoce del governo francese Maud Bregeon ha parlato di una riflessione in corso tra i partner europei, sottolineando che «non c’è alcun tabù» sulla designazione dei Guardiani della Rivoluzione e ribadendo il sostegno di Parigi a nuove sanzioni contro i vertici della sicurezza e della giustizia iraniane. Anche Madrid ha confermato il proprio orientamento favorevole a misure restrittive, comprese quelle contro i Pasdaran.

Le cautele di Bruxelles

Fonti diplomatiche Ue invitano però alla prudenza. Alla riunione di domani non sono attese decisioni definitive sulla lista terroristica, perché manca l’unanimità richiesta. La questione è considerata altamente politica e sensibile, anche per le possibili ricadute sulla sicurezza dei cittadini europei detenuti in Iran e sui già fragili equilibri legati ai negoziati sul nucleare. Resta comunque l’intenzione di inviare a Teheran un segnale di fermezza, attraverso nuove sanzioni per le violazioni dei diritti umani.

Le denunce della Croce Rossa

Intanto la Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha denunciato attacchi contro il proprio staff e le proprie strutture durante le recenti proteste in Iran. In una lettera inviata alle autorità di Teheran, l’organizzazione ha espresso cordoglio per la morte di un operatore umanitario e ha chiesto il rispetto e la protezione del personale impegnato nei soccorsi.