di Paola Iandolo
Le ragioni del "No" e l’incontro pubblico organizzato sabato mattina al Circolo della Stampa. In una nota, il presidente della Sottosezione dell’Anm di Avellino, Monica D’ Agostino e il segretario Fabrizio Ciccone, hanno voluto rimarcare le ragioni del "no" alla riforma Nordio: “Tra qualche settimana saremo tutti chiamati a esprimere il nostro voto sul referendum confermativo della riforma Nordio- si legge nel documento dell’Anm- Una legge di revisione costituzionale che incide profondamente sul rapporto tra i poteri dello Stato, pensata, secondo i suoi stessi ideatori, per consentire a chi governa “libertà di azione” e limitare il controllo di legalità demandato alla magistratura. Una riforma approvata a tappe forzate e senza alcun emendamento e ora sottoposta a conferma da parte dei cittadini.Il nostro voto rappresenta l’unica possibilità per fermare una revisione della
Costituzione che espone la magistratura al pericoloso condizionamento della maggioranza del momento, attraverso il depotenziamento del Consiglio Superiore della Magistratura, ossia l’organo istituito dai padri costituenti a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.
In cosa consisterà e come si materializzerà, secondo i rappresentanti dell’Anm è piuttosto evidente: “Indebolimento del C.S.M. che viene realizzato, in maniera mirata, attraverso il suo sdoppiamento in due organi distinti, introducendo il sorteggio “puro” per la nomina dei membri togati e quello “temperato”, orientato dalla politica, per la designazione dei membri laici, la cui influenza sarà, pertanto, maggiore sulla componente togata attraverso la diretta legittimazione politica di cui essi godranno. Infine, la disarticolazione del C.S.M. avviene sottraendo allo stesso la funzione disciplinare, che viene affidata ad un’Alta Corte, le cui sentenze, per espressa disposizione della riforma, sono sottratte al sindacato di legittimità della Corte di Cassazione, così introducendo per i soli magistrati ordinari una inaccettabile disparità di trattamento rispetto ai comuni cittadini. Una riforma, dunque, chiaramente punitiva nei confronti della magistratura e, quanto alla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti – con la quale viene impropriamente presentata all’opinione pubblica –, assolutamente inutile, visto tale separazione è già stata da tempo attuata con legge ordinaria senza incidere sui delicati meccanismi costituzionali di bilanciamento tra i poteri dello Stato”.
Da qui la necessità di spiegare le ragioni del "No" alla riforma : “Per questo motivo, la Sottosezione ANM di Avellino ed il Comitato “Giusto Dire No Articolazione per il Distretto di Napoli – hanno organizzato per sabato 31.01.2026, presso il Circolo della Stampa di Avellino, con inizio alle ore 10:00, un incontro pubblico, che vedrà la partecipazione non solo di autorevoli giuristi (magistrati e avvocati), ma anche (e soprattutto) di esponenti della società civile, per spiegare all’opinione pubblica, con un linguaggio chiaro e messaggi diretti, come le modifiche proposte possano tradursi in ripercussioni concrete sulla vita dei cittadini e delle imprese, nonché in un aumento dei costi pubblici, senza minimamente incidere sulla irragionevole durata dei procedimenti giudiziari, che può essere ridotta solo con l’investimento in assunzione di personale, strutture e mezzi adeguati”. All'incontro sarà presente anche l'ex procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo.