Lascia il carcere, nel quale era entrato il 4 aprile 2025, e va ai domiciliari a Campobasso, Nicola Panella. (avvocati Angelo Leone e Marianna Febbraio), 62 anni, di Montesarchio. La decisione è del Tribunale, dinanzi al quale Panella comparirà il 26 febbraio, con altre cinque persone, dopo il rinvio a giudizio disposto dal Gup, che aveva invece respinto la richiesta di scarcerazione dell'imputato.
Il processo nasce da una inchiesta del pm Giulio Barbato e della guardia di finanza sulle vicende di una società fallita. Bancarotta e autoriciclaggio le accuse prospettate a vario titolo nei confronti di amministratori, anche di fatto, di più società, al centro di un'attività investigativa partita dal fallimento, nel 2021, di una società che operava nel settore del commercio di polimeri, petroli e carburanti, con un passivo accertato di oltre 16 milioni di euro.
La tesi degli inquirenti è che, in epoca prossima alla dichiarazione di fallimento, attraverso varie operazioni con diverse società, anche costituite allo scopo, l'impresa sarebbe stata spogliata del patrimonio immobiliare, del valore di 700mila euro, per poi fallire.
A detta della Procura, dopo l’erogazione di un finanziamento pubblico per circa due milioni di euro, gli amministratori di diritto e di fatto della società fallita, garante nell’ambito di tale finanziamento, avrebbero fittiziamente ceduto un opificio industriale a Montesarchio del valore di circa 700.000,00 euro, all’interno del quale, peraltro, doveva essere realizzato il progetto finanziato con fondi dello Stato.