di Paola Iandolo
Tentata rapina alla gioielleria "Gioia" di Mercogliano: tre le richieste di patteggiamento avanzate davanti al gup del tribunale di Avellino, due concordate con il pm a due anni di reclusione pena sospesa per le donne che si fecero aprire la porta fingendosi delle clienti; una terza richiesta non ha ottenuto il consenso del pubblico ministero. Tutti gli altri imputati nel processo per la tentata rapina alla gioielleria Gioia di Mercogliano, hanno chiesto ed ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato, compreso Francesco Carlo Liotti, detenuto a Bellizzi Irpino. Quest'ultimo difeso dall'avvocato Costantino Sabatino, è considerato il basista del tentativo di rapina. La decisione del gup Argenio arriverà il 20 febbraio dopo la discussione dei riti alternativi.
La Procura di Avellino aveva chiesto ed ottenuto dal Gip il processo con giudizio immediato per la tentata rapina alla gioielleria Gioia. La misura firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza era stata eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Avellino, agli ordini del vicequestore Aniello Ingenito che avevano effettuato certosine indagini dopo il tentato colpo, sventato dall'arrivo di un altro commerciante del centro di Torrette.
Secondo l'accusa i due irpini coinvolti hanno fornito appoggio al gruppo proveniente da Napoli per realizzare il colpo in Irpinia:il basista Francesco Liotti e Stefano Giella, insieme ad altri quattro soggetti. Coinvolte anche due donne che si fecero aprire la porta della gioielleria fingendosi interessate ad un acquisto. Dalle pagine dell'ordinanze emerse che una delle due donne tratte in arresto a giugno scorso e fuggita insieme alla complice a bordo di una Fiat Panda era stata reclutata su Tik tok da un'altra donna. Per la sua partecipazione alla rapina le avrebbero consegnato dai 2 ai 3 mila euro.