“La vera domanda oggi non è se fissare una soglia per legge, ma come costruire salari più forti, più stabili e capaci di durare nel tempo”. Lo ha affermato Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia, intervenendo alla conferenza stampa “Salario minimo? Salario ricco”, svoltasi nella sede napoletana del partito.
Secondo Librandi, il tema dei salari va affrontato “con serietà e concretezza, guardando ai fatti e non rifugiandosi nella propaganda che accompagna certe scelte della Giunta regionale”. Una posizione netta, che punta a spostare il dibattito dalle misure simboliche alle politiche strutturali.
“I salari non crescono per decreto – sottolinea – crescono quando cresce il lavoro vero, quando le imprese sono messe nelle condizioni di investire, quando il valore prodotto aumenta e viene condiviso. Le scorciatoie fanno notizia, ma non cambiano la vita delle persone”.
Il vicesegretario regionale di Forza Italia richiama anche i dati nazionali sull’occupazione: “C’è un dato oggettivo: oggi il tasso di disoccupazione in Italia è ai livelli più bassi degli ultimi anni. Questo avviene durante il governo di centrodestra ed è anche il risultato di politiche che hanno scelto di sostenere chi crea lavoro, di aiutare le imprese che assumono e di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. È una direzione che funziona e che va rafforzata”.
Diverso, invece, il quadro tracciato per la Campania. “Qui tanti giovani, soprattutto tra i venti e i trent’anni, faticano ancora a trovare un lavoro stabile. E quando il lavoro arriva, troppo spesso è precario e discontinuo, con retribuzioni che non consentono di programmare il futuro. Questo è il punto vero”.
Per Librandi, il nodo centrale resta la stabilità occupazionale: “Senza un lavoro stabile non si può parlare di salario dignitoso. Imprese e politica devono fare la loro parte insieme e i giovani vanno coinvolti realmente nelle aziende”.
Da qui la proposta di strumenti concreti: “Parliamo di condivisione degli utili: se un’azienda va bene, è giusto che chi contribuisce ogni giorno a quel risultato ne partecipi. Non per obbligo, ma per scelta e per responsabilità”. E anche di una nuova organizzazione del lavoro: “Dove possibile e sostenibile, va valutata anche una settimana lavorativa più corta, in un’ottica moderna e produttiva”.