"Martellanti campagne denigratorie contro i magistrati che si trasformano, anche al di là dell'intenzione, velocemente in campagne d'odio". Così il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli, Aldo Policastro, all'apertura dell'anno giudiziario. Questa mattina la cerimonia nel Salone dei busti di Castel Capuano.
"Questo clima, purtroppo si va sempre di più infuocando con l'approssimarsi del referendum, per il quale il mio orientamento è nettamente contrario a questa riforma che, a mio parere, se verrà approvata, produrrà solo l'indebolimento della giurisdizione con un diverso equilibrio tra i poteri e nessun beneficio per la giustizia e i cittadini".
Di tutt'altro avviso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha partecipato in rappresentanza del Governo: "Mi auguro che la demonizzazione lasci il posto a un confronto costruttivo e civile. Se il 24 marzo si scatenasse l'apocalisse annunciata dalle sacre scritture non sarà certo per effetto del voto referendario. Il verdetto delle urne andrà accolto da tutti con rispetto e serenità, perché verrà in nome del popolo italiano per il quale tutti voi amministrate la giustizia".
Dopo aver disertato la cerimonia dello scorso anno, quest'anno si è visto il procuratore capo del Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri: "Quest'anno ci sono e parlo, lo sto facendo in tutte le trasmissioni televisive dove vengo invitato per spiegare per quale motivo bisogna votare no".
Per la guida dei pm partenopei "tutte queste riforme sulla giustizia che stanno facendo non servono assolutamente a velocizzare i processi e a dare risposte alle persone che hanno bisogno di giustizia".