Benevento

I sindaci Antonio Caporaso, del Comune di Ponte e Pasquale Iacovella di Casalduni hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Benevento, al presidente della Provincia, alla Regione e alle imprese appaltatrici dei lavori all’invaso di Campolattaro, che interessano direttamente i territori comunali di Ponte e Casalduni.

Richiesta che arriva nella speranza di risolvere il problema di numerose strade rese a volte impraticabili a causa del continuo passaggio dei mezzi pesanti impegnati nei cantieri e che, specialmente dopo le piogge, trasportano sull'asfalto detriti e rovinano il manto stradale.

“Nonostante i ripetuti solleciti – scrivono nella missiva i primi cittadini di Ponte e Casalduni - e le segnalazioni già inoltrate e alla luce del sopralluogo effettuato il 10 dicembre scorso dai tecnici della Provincia di Benevento la situazione è oggi divenuta insostenibile e, soprattutto, pericolosa per l’incolumità pubblica. I mezzi pesanti in uscita dai piazzali di cantiere percorrono quotidianamente arterie comunali e provinciali lasciando fango, detriti e residui di lavorazione sull’intero piano viabile. Tali condizioni determinano gravi rischi per la sicurezza stradale, aggravati dalla stagione invernale in corso, con potenziali episodi di perdita di controllo e incidenti”.

Oltre al danno al manto stradale, si stanno verificando anche: “compromissione dei sottoservizi (come da segnalazioni ricevute da enti gestori); ristagni d’acqua e allagamenti in corrispondenza di appezzamenti agricoli adiacenti alla viabilità; gravi disagi per residenti, lavoratori e mezzi di soccorso”.

Per questi motivi i Comuni hanno chiesto l'incontro urgente con tutti gli attori dell'opera strategica per “individuare e imporre misure correttive immediate, stabilire responsabilità operative e modalità di vigilanza nei territori interessati.

La tutela della pubblica incolumità, della sicurezza stradale e del decoro urbano impone – concludono Iacovella e Caporaso - interventi rapidi e risolutivi. Le comunità di Ponte e Casalduni non possono più tollerare una situazione così compromessa”.