In centinaia oggi a Benevento per la protesta contro l'accorpamento, deciso dalla Regione, di due tra i più grandi istituti comprensivi della città: la scuola Moscati con la Sant'Angelo a Sasso.
A Piazza Castello e successivamente dinanzi alla sede della Provincia di Benevento, studenti, genitori, insegnanti, personale scolastico e sindacati insieme per dire no all'accorpamento e per decretare lo stato di agitazione con la richiesta di immediata revisione della delibera regionale adottata “senza alcuna interlocuzione con le scuole e i sindacati – ha denunciato Eva Viele, Segretario generale della Flc Cgil di Benevento - e in assenza di una proposta della Provincia. Un’operazione che colpisce paradossalmente quello che è già l’istituto comprensivo più numeroso della città, in aperto contrasto con le Linee guida regionali, che prevedono il dimensionamento delle scuole sottodimensionate”.
Secondo la sindacalista infatti la Provincia di Benevento doveva essere esclusa dal decreto sugli accorpamenti ed “è già stata tanto penalizzata in quanto area interna”.
Secondo gli insegnanti e il personale scolastico, l’accorpamento “determinerebbe la nascita di una scuola ingestibile, con circa 1.700 alunni e centinaia di dipendenti, articolata su sei plessi dislocati a macchia di leopardo in città” e con ripercussioni sulla didattica e la programmazione.