Salerno

Trentuno opere visive, realizzate anche con il supporto dell’intelligenza artificiale e ispirate ai contenuti del Sesto Quaderno Scientifico della Fondazione Saccone, hanno dato vita a un percorso artistico e culturale che ha trasformato le visioni degli autori in linguaggio creativo. L’inaugurazione dell’evento si è aperta sulle note di “Futura” di Lucio Dalla, seguita da un talk coordinato da Alfonso Amendola e moderato dal giornalista Gabriele Bojano, con interventi di Giulio Corrivetti, vicepresidente della Fondazione EBRIS, e Giorgio Scala, oltre a un videomessaggio del professor Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico di EBRIS.

Al centro della serata, il dialogo sui “futuri possibili”, con la partecipazione a distanza della giornalista e divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti e di Alex Giordano, professore associato di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Giustino Fortunato e docente di Marketing e Trasformazione Digitale all’Università Federico II di Napoli. Durante l’evento, Barbara Gallavotti ha ricevuto il Premio “FUTURI” della Fondazione Saccone per la capacità di raccontare il futuro mentre prende forma e rendere accessibili le grandi trasformazioni che attraversano scienza, tecnologia e società. La serata si è conclusa con un intervento musicale dell’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno, con Francesco Aliberti al cembalo.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Saccone – recentemente trasformata in Ente del Terzo Settore (ETS) – in collaborazione con la Fondazione EBRIS, ha inaugurato il percorso culturale e scientifico di Saccone per il 2026, segnando un momento di apertura verso la comunità e rafforzando la sua dimensione partecipativa e sociale. Si è trattato di un’occasione pubblica di confronto tra scienza, cultura e società, coinvolgendo istituzioni, mondo accademico, ricerca e territorio, all’interno di uno dei luoghi simbolo della città.
L’evento ha fatto parte della giornata della riunione annuale del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Saccone, durante la quale è stato presentato il Sesto Quaderno Scientifico, interamente dedicato al tema “Futuri”. In continuità con la propria missione e con la trasformazione in ETS, la Fondazione ha scelto di aprire questa riflessione anche alla comunità, trasformandola in un talk pubblico capace di stimolare un dibattito condiviso sugli scenari del nostro tempo.

«Futuri non è soltanto una parola, ma una grande responsabilità condivisa», ha affermato Giorgio Scala, presidente della Fondazione Saccone. «Siamo tutti corresponsabili nella costruzione del futuro, e questo momento di riflessione collettiva assume un significato ancora più forte perché vissuto in un luogo simbolo come EBRIS. Qui il futuro non è solo immaginato, ma viene costruito ogni giorno attraverso una ricerca riconosciuta a livello internazionale».

Giulio Corrivetti ha sottolineato il legame tra scienza, creatività e storia: «Fare scienza significa produrre conoscenza all’interno di una dimensione di creatività e storicità che appartiene profondamente a questi luoghi. Dalla Scuola Medica Salernitana fino all’idea contemporanea di One Health, emerge una visione di benessere che tiene insieme uomo, ambiente e sapere. Non esiste vera scienza senza uno spirito creativo, così come arte e cultura possono ispirare profondamente la ricerca scientifica».

Anche Alfonso Amendola, coordinatore del talk e dei Quaderni Scientifici, Referente del Rettore per la Radio-Televisione d’Ateneo dell’Università degli Studi di Salerno, ha evidenziato il valore simbolico e culturale dell’iniziativa: «Il valore di Futuri sta nella sua pluralità. Non esiste un solo futuro, ma molte traiettorie possibili che si aprono attraverso il dialogo tra saperi, linguaggi e visioni. Mettere insieme scienza, arte e pensiero critico significa restituire complessità al nostro tempo e offrire strumenti per interpretarlo con maggiore consapevolezza».

Le conclusioni della serata sono state affidate a Virgilio D’Antonio, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno: «L’università è il primo luogo in cui si deve intravedere il futuro. Ma è un futuro che va costruito con i piedi saldamente radicati nel presente. Noi non formiamo le generazioni future, formiamo le generazioni presenti, chiamate oggi a guidare la società e i contesti economici e sociali. In questo senso, momenti come questo rappresentano un’occasione preziosa per confrontarci sugli scenari che ci attendono».