È stato accerchiato, inseguito e picchiato mentre era isolato dal resto della squadra. Alessandro Calista, 29 anni, agente della Polizia di Stato in servizio al reparto mobile di Padova, è rimasto ferito durante gli scontri avvenuti sabato a Torino in occasione della manifestazione seguita allo sgombero di Askatasuna. Il poliziotto faceva parte del contingente di oltre mille agenti arrivati da tutta Italia per rafforzare i servizi di ordine pubblico.
Rimasto solo nel controviale
Gli scontri si sono verificati in corso Regina Margherita, dove le forze dell’ordine erano schierate per impedire l’avvicinamento dei manifestanti alla palazzina occupata per quasi trent’anni. Durante una fase di avanzata del corteo, Calista è rimasto separato dai colleghi in uno dei controviali. In pochi istanti è stato circondato da una decina di persone vestite di nero, con il volto coperto.
Calci, pugni e colpi di martello
Secondo quanto ricostruito, l’agente è caduto a terra e ha perso scudo e casco. A quel punto il gruppo si è accanito colpendolo ripetutamente, anche alla testa. Uno degli aggressori ha utilizzato un martello, colpendo il poliziotto alla schiena per tre volte. Calista ha tentato di allontanarsi trascinandosi, ma è stato raggiunto da ulteriori colpi prima dell’intervento di un collega, che lo ha protetto con lo scudo e riportato dietro lo schieramento.
Il ricovero alle Molinette
Trasportato all’Ospedale Molinette, Calista è stato ricoverato in codice azzurro insieme ad altri cinque agenti rimasti feriti negli scontri. Ha riportato contusioni multiple dovute ai calci, ai pugni e alle martellate, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.
Le parole dall’ospedale
Dal reparto, il giovane agente ha ringraziato per la vicinanza ricevuta, spiegando di aver fatto solo il proprio dovere. Nato a Pescara, sposato e padre di un bambino, Calista era stato inviato a Torino dal Veneto nell’ambito del dispositivo straordinario di sicurezza predisposto per la manifestazione.
"Solidarietà all'agente aggredito a Torino e condanna della brutale violenza estremista, a sfondo ormai semi eversivo, dei 'miliziani' di Askatasuna. Invito a una riflessione unanime sulla necessità di proteggere gli spazi di civiltà e di libertà d'espressione sapendo tenerli distinti da ogni ambigua ombra che rievoca il peggiore secondo Novecento". E' quanto dichiarato dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sugli episodi di Torino.