"L’avvio delle Case di comunità rappresenta per la FP CGIL Salerno una scelta strategica e necessaria per ridisegnare l’assistenza sanitaria sul nostro territorio. Una medicina territoriale moderna ed efficiente costituisce l’unico filtro realmente capace di decongestionare i Pronto Soccorso della provincia, oggi perennemente al collasso a causa di un numero enorme di accessi impropri". Lo afferma in una nota il segretario della Fp Cgil, Antonio Capezzuto.
"Si tratta di una criticità che non può essere imputata ai cittadini, i quali spesso non trovano nel proprio comune di residenza un riferimento assistenziale certo e sono costretti a rivolgersi alle strutture d'emergenza anche per prestazioni che dovrebbero essere gestite in regime ambulatoriale o domiciliare. Tuttavia, questa riforma non può trasformarsi in un mero esercizio di facciata o, peggio, in un gioco di prestigio organizzativo che sposta le carenze da un presidio all'altro sulla pelle degli operatori e degli utenti".
Il rappresentante della Fp Cgil, quindi, accende i riflettori sul "caso Matierno. "Quanto sta accadendo in queste ore in merito all'apertura della Casa di Comunità nella frazione di Matierno a Salerno è emblematico di una deriva gestionale che la FP CGIL non intende accettare. La decisione della Direzione del Distretto 66 di Salerno di garantire il funzionamento della nuova struttura attraverso la rotazione del personale infermieristico proveniente dai poliambulatori di via Vernieri e di via Pastena, basandosi su un criterio puramente alfabetico, manifesta una totale assenza di programmazione. Sottrarre professionisti a servizi territoriali già cronicamente sotto organico e gravati da carichi di lavoro estenuanti non significa potenziare la sanità pubblica, ma semplicemente smantellare ciò che ancora funziona per inaugurare nuovi contenitori. Questa modalità operativa produce inevitabilmente una discontinuità assistenziale pericolosa per i pazienti e un clima di incertezza e stress per i lavoratori, costretti a tappare falle organizzative anziché essere messi in condizione di operare secondo standard di qualità".
"La FP CGIL Salerno chiarisce che l’innovazione dei modelli assistenziali prevista dal Decreto Ministeriale 77 del 2022 non può essere realizzata a costo zero o attraverso soluzioni di ripiego che svuotano un servizio per aprirne un altro. La vera sfida sindacale deve necessariamente muoversi su due direttrici parallele e non negoziabili. In primo luogo, occorre procedere immediatamente con un piano straordinario di reclutamento che attinga a tutte le graduatorie ancora attive per le diverse figure professionali. È impensabile immaginare che le nuove funzioni della medicina territoriale possano essere assolte senza personale dedicato, formato e stabilmente assegnato alle strutture. Non si può garantire il diritto alla salute a Matierno indebolendo la risposta sanitaria a Pastena o nel centro città: ogni nuovo presidio deve nascere con una propria dotazione organica certa e aggiuntiva rispetto all'esistente".
Per il sindacato, poi, "resta improrogabile l’apertura di una discussione di merito sui fabbisogni complessivi delle aziende sanitarie salernitane. Bisogna avere il coraggio di rimettere in discussione l’attuale impianto di definizione degli organici sancito dalla Delibera regionale 190 del 2023, che continua a basarsi su parametri minimi e tetti di spesa ormai obsoleti, distanti anni luce dai reali bisogni di salute della popolazione e dalle trasformazioni epidemiologiche in atto. Il ricorso sistematico allo straordinario e il modello della rotazione alfabetica sono solo i sintomi di un sistema che ha esaurito la propria capacità di tenuta".
"Per queste ragioni, la FP CGIL Salerno continuerà a sollecitare un confronto serrato con le direzioni strategiche di ASL e Ruggi, affinché la riforma del territorio sia sostenibile, fondata sulla stabilità del lavoro pubblico e capace di restituire agli ospedali la loro funzione naturale di cura delle acuzie, garantendo al contempo ai cittadini una rete di prossimità solida, autorevole e realmente operativa. Siamo sicuri - conclude Capezzuto - che il presidente della Regione Campania Fico possa ascoltare queste necessità e mettere in campo le migliori soluzioni, proseguendo inoltre il percorso di uscita dal piano di rientro già portato avanti dalla precedente Giunta".