Le nuove carte dello scandalo. Il nome di Bill Gates ricompare negli Epstein files con contenuti che, se confermati, rischiano di incidere pesantemente sulla sua immagine pubblica. Tra i documenti resi noti figura una email che il finanziere Jeffrey Epstein avrebbe inviato a sé stesso nel 2013, nella quale si fa riferimento a presunti rapporti del fondatore di Microsoft con prostitute russe, a malattie veneree e a richieste di antibiotici da somministrare all’insaputa della moglie di allora, Melinda Gates. Accuse che l’entourage di Gates definisce false e infondate.
La reazione del fondatore di Microsoft
Gates ha appreso della pubblicazione degli ultimi documenti mentre si trovava in Australia, dove stava assistendo alle semifinali degli Australian Open insieme alla nuova compagna Paula Hurd. Attraverso i suoi portavoce ha respinto ogni addebito, ribadendo di non riconoscersi nelle ricostruzioni emerse dalle nuove carte.
Dalla tecnologia alla filantropia
La vicenda riapre una ferita che accompagna da anni la figura pubblica di Gates. Dopo essere stato a lungo identificato come il genio della rivoluzione informatica e il leader di Microsoft, il miliardario ha costruito nel nuovo secolo un profilo di grande filantropo, devolvendo circa 100 miliardi di dollari attraverso la fondazione creata con Melinda e promuovendo campagne globali su salute, istruzione e clima. Un’immagine che, negli ultimi anni, è stata progressivamente erosa dalle rivelazioni sulla sua vita privata.
I rapporti con Epstein
Secondo ricostruzioni giornalistiche già emerse tra il 2019 e il 2020, Gates avrebbe incontrato Epstein più volte a partire dal 2011, nonostante la condanna del finanziere per reati sessuali. Visite nella residenza di New York, viaggi e incontri conviviali hanno sollevato interrogativi sulla natura del rapporto, poi interrotto nel 2014. Gates ha in seguito ammesso di aver sbagliato a frequentare Epstein, prendendo pubblicamente le distanze.
Le accuse di ricatto e le vendette postume
Le nuove carte rilanciano l’ipotesi che Epstein abbia tentato di esercitare pressioni su Gates, minacciando di rendere pubbliche informazioni compromettenti per ottenere collaborazione su iniziative finanziarie e filantropiche. Tra queste, il riferimento a una relazione con una giovane informatica russa conosciuta nel 2010, che il finanziere avrebbe usato come leva di ricatto anni dopo.
Un’immagine ancora sotto assedio
Le ultime rivelazioni arrivano a distanza di anni dalla morte di Epstein e dal divorzio tra Bill e Melinda Gates, ma confermano come lo scandalo continui a produrre effetti a catena. Resta ora da capire se i nuovi documenti avranno conseguenze concrete o se resteranno nell’alveo di accuse non provate, destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito sul lato oscuro di una delle figure più influenti dell’era digitale.