Avellino

Il diabete può far ammalare l’orecchio interno e aumentare il rischio di sordità neuro-sensoriale e di disfunzione vestibolare. La durata di evoluzione del diabete, la sua severità e l’età dei pazienti sono i principali fattori di rischio di sordità e di disfunzione vestibolare. La sordità è di tipo neurosensoriale, sovente bilaterale e progressiva, ma il diabete può ugualmente aumentare il rischio di sordità neuro-sensoriale unilaterale brusca.

La disfunzione vestibolare è un fattore di rischio di cadute nel paziente diabetico, soprattutto se essa è associata ad una retinopatia o ad una neuropatia periferica. Il trattamento della patologia audio-vestibolare legata al diabete si basa sul controllo glicemico rigoroso e la cura dei disturbi dell’orecchio da parte dello specialista ORL.
Il diabete di tipo 2 è una patologia metabolica cronica dalle multiple complicazioni.

Tra queste trova posto anche la paradontopatia. Si tratta di un’infezione batterica cronica che distrugge progressivamente i tessuti di supporto dei denti come le gengive, le ossa alveolari, i legamenti, con conseguente infiammazione, recessione gengivale, mobilità e perdita dei denti.

La prevalenza della paradontopatia è due tre volte più elevata nei pazienti diabetici rispetto alla popolazione generale. La malattia, spesso qualificata come la sesta complicazione del diabete, resta largamente sottostimata malgrado il suo impatto deleterio sull’equilibrio glicemico ed il rischio di complicazioni micro e macro-vascolari. L’infiammazione cronica, indotta dalla paradontopatia, contribuisce alla resistenza all’insulina e all’aumento sia della morbidità che della mortalità. I dati scientifici dimostrano che il trattamento paradontale non chirurgico migliora il controllo glicemico e riduce i marker infiammatori sistemici.

Ma l’accesso alle cure paradontali, di competenza dello specialista odontoiatra, resta limitato nella popolazione diabetica con conseguenze cliniche ed economiche importanti.