Salerno

“State tranquilli che la Salernitana la porto in serie B. Se non ci sarà la possibilità del primo posto, ci arriveremo dalla strada dei playoff”. Giuseppe Raffaele dà l’ultimo colpo di elettroshock alla sua Salernitana. Il pari interno con il Giugliano ha il sapore di condanna nella rincorsa al Benevento (che ora scappa a più otto, con il morale alle stelle per la clamorosa rimonta di Caravaggio con l’Atalanta Under 23) ma soprattutto certifica l’altalena di prestazioni della Bersagliera. Una stagione fatta di alti e bassi, con il cammino quasi da caterpillar in trasferta e l’incredibile involuzione in termini di gioco e carattere quando si scende in campo all’Arechi. Mancanza di serenità, il peso dell’ambiente, “qualche pareggio di troppo che ha fatto perdere certezze”, per dirla alla Raffaele. Tante cause ma con un’unica costante, sottolineata da una sola vittoria ottenuta nelle ultime sei uscite interne. Ritmo tutt’altro che da serie B.

L’ultimo Fvs emotivo

Il pari con il Giugliano però pesa anche per come è arrivato. Perché dopo venti minuti fotografia di un approccio perfetto e premiato con il gol di Ferraris, la Salernitana si è prima specchiata e poi si è smarrita, incapace di ritrovarsi, di uscire indenne dal momento di difficoltà. La prodezza di D’Agostino, con complicità di Donnarumma, la sveglia per una squadra che, al netto del mercato e senza gli alibi delle assenze, ha dimostrato di essere tremendamente frenetica, poco lucida, figlia degli eventi. Serve una sveglia, quella che Raffaele ha provato a giocarsi nel post-partita dopo aver scaricato sulla squadra il giusto peso di responsabilità per il pari, parlando di approccio giusto e di successivo blocco psicologico. “Questa squadra la porto in B”, ha tuonato l’allenatore siciliano. L’ultimo Fvs per salvare la sua panchina. Cerignola sarà un banco di prova più che importante.