Avellino

di Paola Iandolo 

Prima un finto rapimento e adesso l’esercizio abusivo della professione di psicologa con tanto di prescrizione di farmaci alle vittime di violenza. Su richiesta della Procura di Reggio Calabria, il gip ha disposto il sequestro preventivo dell’associazione “Odv Centro Antiviolenza Margherita” e degli immobili gestiti dalla stessa per l’esercizio delle proprie attività sia in riva allo Stretto che in Alta Irpinia. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato eseguito dalla squadra mobile che indaga sulla vicenda dal 2024 quando la titolare del centro T. I. 54enne avellinese aveva denunciato di essere stata sequestrata. Si è trattato di un finto rapimento lampo secondo la Procura guidata da Giuseppe Borrelli. La pm Flavia Modica, infatti, ha notificato alla 54enne un avviso di conclusione indagini per false informazioni al pubblico ministero, simulazione di reato, calunnia ed esercizio abusivo della professione di psicologa.

Tutto ha avuto inizio il 21 marzo 2024, quando il marito della titolare del centro antiviolenza denuncia sui social e in questura la scomparsa della moglie.In meno di ventiquattr’ore e la 54enne ritorna a casa. Ai poliziotti ha dichiarato che il suo sequestro sarebbe stato perpetrato da soggetti ignoti che, dopo averla stordita, l’avrebbero condotta in un luogo da lei non riconosciuto, per poi riportarla a Reggio Calabria la mattina successiva. Il 2 aprile, assistita dalla sua legale, la titolare del centro antiviolenza organizza pure una conferenza stampa sul suo presunto rapimento e racconta ulteriori dettagli su quel rapimento anomalo che poi risulta essere finto.

 Ma tutto, secondo la Procura calabra, è stato completamente inventato. Non vi sono i riscontri nelle immagini di videosorveglianza. Le intercettazioni telefoniche e telematiche, i tabulati hanno consentito agli inquirenti di ricostruire una storia completamente diversa consentendo alla polizia e alla Procura di accertare che si è trattato di un finto rapimento.Così come era finto anche il messaggio su Facebook che il marito avrebbe ricevuto da un profilo a lui sconosciuto nelle ore in cui la moglie era scomparsa. Il mittente lo avrebbe rassicurato che avrebbero provveduto a riportare Iaria a casa appena la stessa si fosse ripresa, dichiarando che l’intento dell’azione era soltanto quello di spaventarla. Dall’analisi dei tabulati di traffico telematico è emerso che quel messaggio all’indirizzo del marito era stato inoltrato dalla stessa T.I. che oggi si ritrova indagata non solo per la simulazione di reato e per le dichiarazioni false rese in questura.

Ma la donna ora è accusata anche di aver esercitato abusivamente la professione di psicologa-psicoterapeuta, svolgendo colloqui psicologici e di psicoanalisi presso lo studio sito in Reggio Calabria, Via Dei Correttori n20, senza essere iscritta all’albo degli psicologi previo conseguimento del relativo diploma di laurea. Con la nuova indagine è emerso, infine, che in alcune occasioni la 54enne avellinese avrebbe prescritto addirittura farmaci alle donne che si rivolgevano al “Centro antiviolenza Margherita” con gravi conseguenze per le donne che si era rivolte a lei. I sigili sono stati apposti anche al centro antiviolenza che la donna stava per aprire in Alta Irpinia. Ad eseguire il sequestro gli agenti della squadra Mobile della questura di Avellino.