L’ultimo giorno di mercato si trasforma come da tradizione in una sorta di corsa disperata. Idee, tentazioni ma anche clamorose piste a sorpresa. Anche la Salernitana, arrivata all’ultimo giorno della sessione di riparazione con il solo compito di ultimare le uscite, alleggerire i conti e regalarsi un colpo in attacco, si è ritrovato immischiata in più possibilità in entrata. Il grande obiettivo del ds Faggiano è stato Davide Merola. L’attaccante esterno del Pescara, in uscita dal club abruzzese, è stato a lungo corteggiato dalla Salernitana, pronta a fargli posto per inserire nel proprio motore uno dei protagonisti della promozione dei biancazzurri. Prestito con obbligo di riscatto la formula richiesta dai biancazzurri che avevano anche spinto per un possibile scambio: Merola in granata e il ritorno di Ferraris in Abruzzo. Affare saltato. Sebastiani, patron del Pescara, rivelerà: “Avevamo lavorato per Merola alla Salernitana. L’arrivo di Lescano in granata ha frenato tutto. Poteva esserci anche il ritorno di Ferraris”.
Ipotesi Gondo, no di Partipilo
Da qui, la corsa alla caccia di un nuovo esterno offensivo dopo la decisione di sacrificare Liguori, destinazione Foggia: “Dispiace per Michael ma ora avrà più minutaggio e potrà mettersi in mostra”, il commiato di Faggiano che per l’ex Padova si era prodigato in prima persona in estate, difendendola dagli attacchi personali. Prima la trattativa per Partipilo, incassando però il “no” del calciatore alla destinazione ma anche un gradimento non totale di Raffaele. Infine l’idea Antonucci, diventata poi realtà in prestito dallo Spezia. Senza dimenticare Ferrari: il Loco aveva nicchiato all’ipotesi Foggia. Il club ha deciso poi di toglierlo dal mercato anche perché, dai centravanti sondati, tra cui Cedric Gondo, non erano arrivate aperture al trasferimento.