La Campania è la prima regione del Sud per numero di imprese eco-investitrici, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50.960 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle imprese della regione. Tra le prime 20 province troviamo, la città metropolitana di Napoli al terzo posto con 25.930 imprese eco-investitrici e Salerno al 12 posto con 10.900 imprese green, pari al 38,3% del totale imprese della provincia. Sono i dati resi noti da Legambiente in occasione del nuovo appuntamento con Green Energy Revolution.
In Campania dieci anni di incremento record di nuovi contratti green job: si è passati dai 3.100 nel 2014 ai 152.390 nuove attivazioni nel 2024.
"La Campania, in questi ultimi anni, grazie anche allo sviluppo delle energie rinnovabili, negli investimenti di migliaia di imprese nella green economy, si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella transizione verde. La sostenibilità - evidenziano gli ambientalisti - oltreché necessaria per affrontare la crisi climatica, riduce i profili di rischio per le imprese e per la società tutta, stimola l’innovazione e l’imprenditorialità, rende più competitive le filiere produttive. Legambiente Campania ha presentato stamattina presso Istituto Sannino-De Cillis di Napoli, insieme alle aziende green partner, la quarta edizione di “Green Energy Revolution” i percorsi di educazione energetica rivolti alle scuole della Campania, con l'obiettivo di accompagnare il cambiamento e favorire la conoscenza delle potenzialità delle rinnovabili, promuovere e orientare le studentesse e gli studenti verso i green jobs, per una transizione ecologica dal basso dei territori mirata a contrastare la crisi climatica. Nell’era della transizione energetica, infatti, per combattere i cambiamenti climatici e ridurre completamente le dipendenze dal gas ogni territorio sarà chiamato a fare la sua parte investendo in nuovi settori “verdi” che richiedono sempre di più competenze scientifiche, tecniche e digitali per realizzarli nonché processi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, culturale ed educativa. In quest’ottica, la scuola rappresentare sul piano culturale e sociale uno strumento e un veicolo formativo fondamentale rispetto ai temi energetici e, più in generale, della sostenibilità, accompagnando e guidando le ragazze e i ragazzi a essere i protagonisti attivi dello sviluppo equo, solidale e sostenibile. Nel corso del triennio 2022-2025 il progetto ha coinvolto un’ampia rete di scuole, docenti, educatori e studenti in tutta la Campania, contribuendo a diffondere conoscenze e competenze per la transizione energetica: 40 scuole attivamente coinvolte, 75 classi partecipanti, 70 indirizzi di studio rappresentati, oltre 1.200 studentesse e studenti protagonisti del percorso, 55 educatrici ed educatori impegnati nelle attività, 100 docenti formati e parte attiva nei percorsi".
Sono stati realizzati: tre ebook indirizzati a docenti ed educatori delle scuole, una ricerca dedicata alla promozione dei green jobs, una striscia di fumetti indirizzata alle studentesse e agli studenti sull’importanza delle rinnovabili, un protocollo di intesa tra Legambiente, ITT Marie Curie e imprese del settore delle rinnovabili. La quarta edizione vedrà il coinvolgimento di 16 scuole di tutto il territorio regionale della Campania. Il focus di quest’anno si sviluppa su tre direttrici fondamentali: il contrasto agli stereotipi di genere nelle discipline STEM; la promozione dell’uguaglianza di genere nei green jobs, favorendo l’accesso delle donne ai settori innovativi della transizione ecologica; il connubio tra innovazione ambientale e tecnologica come motore per accelerare la transizione energetica. Un focus pensato per unire inclusione, innovazione e sostenibilità, elementi indispensabili per costruire una transizione giusta e partecipata. I percorsi educativi e formativi si serviranno di metodologie attive e partecipative (workshop, laboratori, attività di co-progettazione, visite guidate presso aziende ed università, analisi e monitoraggi, azioni di Citizen science); tali azioni avranno particolare attenzione al coinvolgimento delle ragazze per il superamento degli stereotipi di genere e una maggiore occupazione femminile.
La presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato
“La Campania è già protagonista, nonostante le crisi che attraversiamo, della transizione ecologica intesa come opportunità concreta per innovare e affrontare il futuro e mettere al centro i green jobs significa rilanciare la sfida e moltiplicarla”, dichiara Mariateresa Imparato, Presidente regionale di Legambiente.
Appello alla Regione Campania
“Per rispondere alle fragilità economiche e sociali, dalla disoccupazione giovanile ai NEET, dall’emigrazione alla scarsa partecipazione delle donne al lavoro, puntiamo sullo sviluppo dei green jobs e sulle filiere delle energie rinnovabili, come occasione occupazionale ma anche una scelta etica e di pace, perché previene il rischio di riconversione in chiave bellica. Per questo chiediamo alla Regione Campania di sostenere un pacchetto di azioni concrete: educazione ambientale ed energetica diffusa nelle scuole e nei territori; orientamento scolastico e professionale rafforzato per i percorsi green; politiche attive del lavoro più adeguate per accompagnare la giusta transizione; una programmazione mirata della formazione con focus su competenze ambientali ed energetiche; politiche industriali per lo sviluppo sostenibile e la riconversione delle filiere produttive ed energetiche a partire da una diversa e innovativa destinazione dei fondi europei. Solo così – conclude Imparato – possiamo costruire competenze, saperi e opportunità di lavoro i nostri territori.”
In occasione della presentazione del progetto, Legambiente Campania ha avanzato una fotografia delle imprese campane che hanno investito sulla green economy, elaborando i dati del Rapporto GreenItaly 2025 della Fondazione Symbola. La Campania è la prima regione del Sud per numero di imprese eco-investitrici, nell’intervallo temporale 2019-2024, con 50.960 imprese eco-investitrici, pari al 38,2% del totale delle imprese della regione. Nella graduatoria provinciale anche nel periodo 2019-2024, tra le prime 20 province troviamo, la città metropolitana di Napoli al terzo posto con 25.930 imprese eco-investitrici pari al 38,6% del totale delle imprese della provincia e Salerno al 12° posto con 10.900 imprese green, pari al 38,3% del totale imprese della provincia.
Se nel 2024 Legambiente Campania nel Dossier Green jobs registrava una partecipazione femminile pari al 12,5% nella filiera delle rinnovabili, i dati “LMI – Labour Market Intelligence 2025” diffusi dall’Ufficio di Statistica di Sviluppo Lavoro Italia S.p.A., nell’ultimo semestre 2024, sul totale di quasi 21.000 lavoratori impegnati nei green jobs, le donne, che rappresentano circa il 37% del totale dei lavoratori, a testimoniare un quadro in evoluzione. Per questa ragione Legambiente intende accompagnare il processo di implementazione della presenza delle donne nei green jobs.
Nel 2024 la Campania si conferma prima regione del sud con l’8,9% delle assunzioni di green jobs nazionali, pari al 35% delle assunzioni complessive della regione. Tra le prime 20 province italiane per contratti green jobs (2024) compaiono Napoli, Caserta, Salerno.
I dati in Campania
In provincia di Napoli troviamo il 4,3% dei contratti green jobs nazionali con una incidenza green su nuovi contratti in provincia del 31,1%; segue la provincia di Salerno con 1,7% dei contratti green jobs nazionali e una incidenza del 32,3% e la provincia di Caserta con 1,4% dei contratti green jobs nazionali e una incidenza del 35,8%. In Campania cresce con forza la domanda di lavoro green, misurata attraverso le attivazioni di contratti green jobs. La serie storica mostra un aumento da 3.100 attivazioni nel 2014 a 152.390 nel 2024. Dopo un primo consolidamento tra 2014 e 2016, il 2017 segna un salto significativo (17.680, +13.220). La crescita prosegue nel triennio 2017–2019, passando da 17.680 a 38.037 attivazioni, Nel 2021 le attivazioni raggiungono 101.029, con un incremento di 62.992 rispetto al 2019. Il trend resta positivo nel 2022 (126.700, +25.671) e nel 2023 (143.790, +17.090). Nel 2024 si tocca il massimo della serie, con 152.390 attivazioni (+8.600 sul 2023).