Il faccia a faccia con Salvini. «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra». Con queste parole Roberto Vannacci ha comunicato a Matteo Salvini la decisione di lasciare la Lega. L’incontro tra i due, avvenuto ieri, è stato descritto come un confronto franco, un faccia a faccia lungo e teso che ha portato a una separazione consensuale, senza margini concreti di ricucitura.

Le distanze politiche
Alla base dell’addio pesano le divergenze sulle scelte di politica estera, in particolare la posizione del generale sulla risoluzione per l’Ucraina, rispetto alla quale Vannacci ha invitato i parlamentari a votare contro, in contrasto con la linea ufficiale del partito. Dalla Lega filtra che, anche in caso di ripensamento, esisterebbero strumenti politici per superare la frattura, ma l’ipotesi appare remota.

Futuro Nazionale e il simbolo depositato
Il 24 gennaio Vannacci aveva depositato il simbolo di Futuro Nazionale, negando allora l’intenzione di lasciare il partito e rivendicando il ruolo di vicesegretario. Oggi, nel giorno del Consiglio federale, la scelta viene invece ufficializzata, con l’annuncio affidato allo stesso Salvini.

Le reazioni nel Carroccio
Nelle ore precedenti, il sottosegretario e vicesegretario leghista Claudio Durigon aveva auspicato la permanenza del generale, definendo ogni alternativa un vantaggio per la sinistra e un danno per l’Italia. Parole che non hanno modificato l’esito della vicenda: Lega e Vannacci si separano, segnando l’apertura di una nuova fase politica per entrambi.