Pietradefusi

di Paola Iandolo

 "Il futuro è nella terra, non nelle ceneri di un forno crematorio". Pietradefusi dice "no" alla realizzazione del forno crematorio. Portavoce della protesta l'enologo Felice Colantoni. A suo avviso l'impianto è destinato a sovvertire lo sviluppo agricolo legato alla sostenibilità, al pregio delle produzioni, ai percorsi enogastronomici e alla ricettività dell'area prospicente Mirabella, candidata alla Capitale della Cultura, al Castello della Leonessa di Montemiletto, a San Giorgio del Sannio, Apice e il Borgo Vecchio. Perché il borgo di Sant'Angelo a Cancelli è di frontiera tra due province che guardano al futuro guardando alla terra.

"Noi questo forno crematorio non lo vogliamo perché riteniamo che lo stesso, possa incidere in maniera irreversibile, inquinerebbe l'intera economia della zona e l'intera media Valle del Calore. Questo non è un forno crematorio. è una vera e propria industria. Si parla addirittura della realizzazione di due linee di cremazione con un impegno di 22 salme al giorno da cremare, quindi operativo 22 ore su 24 per servire un'utenza che arriva da Frosinone e dal Molise".