Era stata presentata come la soluzione contro il degrado e la criminalità nelle metropolitane delle grandi metropoli italiane. Eppure, a Napoli, della Polmetro sembra essersi persa la traccia proprio dove e quando servirebbe di più. La denuncia arriva dall'Unione Sindacale di Base (USB) settore trasporti, che punta il dito contro un servizio che, a distanza di mesi dai proclami istituzionali, appare più come un'operazione d'immagine che una misura di sicurezza strutturale.
Le promesse del 2025: 14 agenti per la città
La cronologia dei fatti ci riporta all'agosto 2024, quando il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annunciò l’istituzione di sezioni specializzate della Polizia di Stato per presidiare banchine e vagoni a Roma, Milano e Napoli. Il via operativo all'ombra del Vesuvio era stato celebrato lo scorso 14 gennaio. In quella data, il Questore Maurizio Agricola aveva delineato il piano d'azione: quattordici agenti suddivisi in due pattuglie giornaliere per coprire le Linee 1 e 6, con un orario di servizio previsto dalle 8:00 alle 20:00. Un presidio che, nelle intenzioni, doveva essere "costante e visibile" ma che secondo i sindacati è invece sporadico.
Il paradosso di Piscinola: uffici pronti ma deserti
Uno degli aspetti più controversi sollevati dal sindacato riguarda le infrastrutture. Per agevolare l'attività della Polmetro, ANM (Azienda Napoletana Mobilità) ha investito risorse per allestire un ufficio dedicato presso la stazione di Piscinola. "I lavori, conclusi a giugno, hanno consegnato una sede dotata di vetri antiproiettile, climatizzazione e ogni comfort logistico," spiegano i delegati USB. "Tuttavia, questi locali risulterebbero tuttora inutilizzati".
Criminalità e "fasce buie": dove la Polizia non arriva
La realtà quotidiana descritta dai lavoratori e dagli utenti è ben lontana dagli standard di sicurezza promessi. Se il presidio termina alle ore 20:00, restano completamente scoperte le fasce serali e i fine settimana, proprio i momenti in cui la microcriminalità alza il tiro. Il quadro delineato dall'USB è preoccupante: borseggi seriali concentrati nell'asse turistico tra Municipio, Toledo e Garibaldi, diversi episodi di rapine ai danni di minori che restano impuniti, senza parlare delle stazioni di Salvator Rosa e Museo che vengono vengono segnalate come zone franche per lo spaccio e lo stazionamento di persone in stato di alterazione.
A questopunto la richiesta dei sindacati è chiara: "La Polmetro è realmente operativa?" Questa è la domanda che il sindacato rivolge direttamente alle istituzioni. La discrepanza tra gli annunci mediatici e la percezione di insicurezza di chi vive la metropolitana ogni giorno è diventata insostenibile. USB chiede un chiarimento immediato sull'impiego effettivo del personale e sul perché, nonostante gli investimenti strutturali a Piscinola, la presenza della Polizia risulti ancora sporadica e difficilmente riscontrabile nei punti critici della rete.