La Casa Circondariale di Benevento, questa mattina, si è trasformata per alcune ore in un autentico palcoscenico, ospitando la performance delle detenute che hanno deciso di partecipare al progetto “Mandragole. Tecniche di Teatro Partecipativo”, promosso dall’associazione Exit Strategy e sostenuto dal Fondo per la promozione e il supporto delle attività teatrali negli istituti penitenziari.
Lo spettacolo rappresenta l’esito conclusivo di un percorso che ha coinvolto una parte della popolazione femminile del carcere, chiamata a mettersi in gioco e a intraprendere un lavoro profondo su se stessa. “La geografia degli oggetti”, questo il titolo della rappresentazione, è stata diretta da Alda Parrella ed è liberamente ispirata a La vita facile di Alda Merini.
La scena si è fatta luogo di emozioni autentiche e senza filtri: gesti e parole hanno raccontato sofferenza e rinascita, oscurità e speranza. Gli oggetti, elementi centrali della narrazione, segnano il tempo e custodiscono memorie, insieme ai corpi delle donne che, con le loro precise collocazioni nello spazio e la forza della loro presenza, danno forma e voce alle storie raccontate. Anime che sembrano sopite si accendono improvvisamente di colori, leggerezza, vitalità e gioia, seguendo l’energia e l’armonia di una tarantella capace di scandirne il ritmo.
Itinerari interiori, delineati da spazi e oggetti, si muovono tra immobilità e dinamismo, mentre parole aspre si trasformano in un crescendo di consapevolezza e desiderio di vita. In scena: Adele, Carmen, Francesca, Maria, Maria, Milena, Nunzia, Pina, Rosario, Samantha, Teresa.
La colonna sonora, perfettamente integrata con il racconto scenico, è stata affidata alla suggestiva musica di Eduarda Iscaro, accompagnata dalla sua fisarmonica.
Nel ringraziare l’associazione Exit Strategy, il personale penitenziario e le donne della Casa Circondariale, la regista Alda Parrella, visibilmente emozionata, si è rivolta alle attrici mentre stringevano con orgoglio gli attestati di partecipazione: «Questo è solo un punto di partenza, non un traguardo». A conclusione dell’evento è intervenuta anche la vicedirettrice della Casa Circondariale di Benevento, Maria Parenti, che ha dichiarato: «È stata una rappresentazione intensa, in cui l’educazione alla spontaneità ha avuto un ruolo centrale: ciò che conta non è cadere, ma sapersi rialzare. Avete dato tutte il massimo».