Quest’anno il Liceo classico di Sant’Agata de’Goti ha voluto fortemente realizzare un progetto speciale che vede la tradizionale Notte del Liceo trasformarsi in un evento nato dall’esigenza, anzi dall’urgenza di non restare inerti di fronte a quello che sta accadendo nel mondo, dando voce ad un disperato bisogno di pace e di punti di riferimento civili, internazionali e non, che la garantiscano.
La Notte per la Pace si terrà, dunque, il 7 febbraio dalle 18:00 alle 24:00, presso l’Istituto de’ Liguori, per ribadire con forza di quanto la scuola abbia un ruolo determinante nella formazione dei cittadini consapevoli e che non possa sottrarsi alla lettura della realtà, per quanto dolorosa e terrificante essa appaia.
E gli studenti e le studentesse del Liceo classico de’ Liguori riflettono spesso, sotto la guida dei loro insegnanti, su quanto accade, mostrando anche in altre occasioni, come nel caldo autunno di manifestazioni per la distruzione di Gaza, l’impellente bisogno di denuncia vigorosa per dire “Noi non ci stiamo, noi vogliamo solo la Pace. Quella vera.”
Lo spettacolo aprirà con un affascinante monologo sulla nascita e sull’evoluzione del genere Homo, un’unica specie che conserva nel proprio DNA tracce delle specie con cui ha convissuto e si è ibridata. Un’inequivocabile prova dell’essere tutti foglie dello stesso albero, nonostante ancora oggi, nel 2026, si senta parlare di umanità di serie A e di umanità di serie B. Purtroppo lungo i secoli troppe volte la storia ha visto contrapposti uomini contro altri uomini, la prevaricazione dei forti contro i deboli in un gioco perverso di sopraffazione a danno del vero progresso dell’umanità.
Oggi si sente o si legge, come in un terribile deja-vu, di popoli oppressi e di popoli oppressori, sia in occidente che in oriente, ma si sentono e si leggono anche troppe parole vilmente abusate, prima tra tutte la parola “pace”. Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant, “fanno il deserto e lo chiamano pace” diceva lo storico Tacito duemila anni fa. E nella notte del Liceo Classico risuonerà - come qualcosa di tristemente noto in questi ultimi anni - quel famoso discorso di Calgaco, capo dei Caledoni, un popolo pacifico e incorrotto, pronunciato alle soglie dell’imminente attacco dell’impero romano: parole destinate a ripetersi in contesti diversi, sempre attuali, sempre cocenti.
E ancora la “Lisistrata”, una commedia rappresentata da Aristofane nell’Atene del 411 a.C., tra ironia e provocazione e con sorprendente lucidità, insegna a decodificare la complessità del mondo presente e invita lo spettatore a interrogarsi su responsabilità individuali e collettive, su desiderio e possibilità di cambiamento.
Durante la serata che sarà allietata da una selezione di brani significativi mirabilmente eseguiti da giovani musicisti e dalle giovani interpreti canore, si ascolteranno in mezzo al pubblico le voci di quattro ragazzi vittime dei più grandi genocidi della storia, da quello armeno a quello ruandese, da quello ebreo a quello palestinese. Le loro storie diventeranno le storie di tutti, a ricordare che nessuno è immune da quello che l’uomo è capace di fare quando decide di dare ascolto agli istinti più biechi.
Proprio come avevano ben analizzato nel 1932 due grandi scienziati, Einstein e Freud, prevedendo l’incombere della grande sciagura che fu la Seconda Guerra mondiale.
Dalla loro voce, potranno essere ascoltate le lettere che si scambiarono sulle cause che spingono l’uomo di ogni tempo a fare la guerra: entrambi concordavano sul fatto che la guerra sia un istinto umano distruttivo e una “fatalità” difficile da evitare.
Entrambi convennero, che la soluzione risiede nel rafforzamento della cultura, dell'educazione e di un atteggiamento "più civile" per contrastare l'aggressività. E qui entra in gioco in primis la scuola, ma anche la comunità civile tutta. E questo evento, come pure lo studio, l’approfondimento, l’esperienza della condivisione e del rispetto reciproco sono piccole grandi “azioni” volte nella direzione di una costruzione di pace, una pace consapevole e duratura.