Via "Al chiaro di luna", angolo con via "Flauto magico". Al Rione Conocal di Ponticelli le strade hanno nomi fiabeschi ma per Ylenia Musella, 22 anni, la vita è finita come nella più nera delle favole, uccisa dal fratello con una coltellata alla schiena. Giuseppe Musella, 25 anni, ha confessato l’omicidio.
Il movente: il sonno disturbato e il calcio al cane
Dietro il delitto non ci sarebbero trame di camorra, nonostante il contesto familiare complesso, ma una banale e feroce lite domestica. Giuseppe ha raccontato agli inquirenti di aver perso il controllo perché la sorella aveva la musica alta che non lo faceva dormire. La situazione sarebbe precipitata quando, durante lo scontro fisico, la ragazza avrebbe sferrato un calcio al cane di casa. In quel momento, Musella avrebbe lanciato un coltello da cucina contro Ylenia mentre lei era di spalle. "Non pensavo di colpirla", ha dichiarato il giovane al pm Capasso. Ha caricato il corpo sangunante della sorella in macchina e si è diretto al Pronto Soccorso di Villa Betania dove la ragazza è morta poco dopo per la gravità della ferita. Poi si è dileguato. La caccia all'uomo è durata tutta la notte fino a quando Giuseppe ha deciso di consegnarsi. Le telecamere di sorveglianza dell'ospedale lo avevano ripreso.
Due fratelli, un destino segnato
I due fratelli Cresciuti in un contesto di estremo disagio, condividevano un destino segnato. Il padre Ciro Musella, esponente di spicco del clan Casella-Circone, è detenuto da anni per omicidio. La madre: Anche lei con precedenti per droga. Sui social, Ylenia postava messaggi d'affetto per il fratello: "Anche se litighiamo non ti cambierei mai". Parole che oggi suonano come un tragico presagio di una convivenza diventata insostenibile tra le mura del Conocal.
Le indagini: scartata la pista del clan
Il pool "Fasce deboli", coordinato dai procuratori aggiunti Sandro Milita e Raffaello Falcone, ha analizzato ogni possibilità. Sebbene il cognome Musella sia noto alle cronache giudiziarie per la vicinanza ai clan locali, l'ipotesi del delitto di malavita è stata scartata quasi subito. Non risultavano inoltre denunce pregresse o segnalazioni da "Codice Rosso" da parte della vittima.
Punti ancora da chiarire
Nonostante la confessione, le indagini proseguono. La Polizia è ancora alla ricerca dell'arma del delitto e sta ascoltando persone vicine alla famiglia per confermare se il movente della "musica alta" sia l'unico fattore scatenante o se vi fossero tensioni pregresse più profonde legate al contesto di degrado in cui i due fratelli vivevano.