Napoli

E' atteso nelle prossime ore l’attracco al porto di Napoli della Humanity 1, la nave della ONG Sos Humanity che trasporta 33 migranti tratti in salvo nel Mediterraneo centrale. Mentre la macchina dell’accoglienza partenopea si mette in moto, il racconto dei soccorritori apre uno squarcio drammatico sulla rotta migratoria più letale al mondo: durante le operazioni di salvataggio sono stati infatti avvistati due cadaveri in decomposizione, tragica testimonianza delle recenti stragi silenziose avvenute al largo delle coste libiche.

Il salvataggio nel Mediterraneo: due operazioni nella zona SAR libica

Le operazioni di soccorso sono iniziate all'alba del 3 febbraio. L'equipaggio della Humanity 1 ha individuato, grazie all'uso dei binocoli, una prima imbarcazione in difficoltà in acque internazionali. Poche ore dopo, una seconda segnalazione è giunta dall'aereo Seabird di Sea-Watch: un gommone nero con circa 20 persone a bordo rischiava il naufragio e, contemporaneamente, il respingimento da parte di una motovedetta della Guardia Costiera Libica.

L'intervento tempestivo dei gommoni della ONG ha permesso di mettere in sicurezza tutti i naufraghi, provenienti da paesi martoriati come Iraq, Pakistan, Somalia e Sud Sudan. I sopravvissuti presentano gravi sintomi di ipotermia e spossatezza, con due casi medici urgenti attualmente sotto monitoraggio.

L'orrore dei cadaveri avvistati: "Non è stato possibile recuperarli"

Il dato più agghiacciante riportato da Sos Humanity riguarda l'avvistamento di due corpi senza vita galleggianti in mare. Nonostante il tentativo di intervento, l'equipaggio ha dovuto rinunciare al recupero: "Entrambi i corpi erano in avanzato stato di decomposizione", spiegano dalla ONG.

Questi avvistamenti non sono casuali. La zona marittima interessata è la stessa in cui, dalla metà di gennaio, si sono perse le tracce di centinaia di persone. Dopo il passaggio della tempesta Harry, si stima che almeno otto imbarcazioni partite dalla Tunisia siano scomparse nel nulla. Secondo i dati della piattaforma Refugees in Libya, il bilancio delle vittime nel Mediterraneo centrale dall'inizio dell'anno potrebbe già aver superato le 1.000 persone.

Napoli porto sicuro, ma resta la polemica sulla distanza

Nonostante le condizioni meteo avverse e il trauma psicologico dei sopravvissuti (costretti a vedere i resti dei naufraghi in mare), le autorità italiane hanno assegnato Napoli come porto sicuro (Place of Safety). Una decisione che ha sollevato le critiche dei coordinatori a bordo: "Il nostro team sta fornendo supporto psicologico, ma le richieste di un porto più vicino sono rimaste senza risposta. Abbiamo bisogno di un luogo sicuro più vicino, ora", ha dichiarato Barbara, coordinatrice della comunicazione sulla Humanity 1.

Verso lo sbarco: la risposta della città

La città di Napoli, coordinata dalla Prefettura e dal Comune, si prepara ora a ricevere i 33 migranti. Il porto di Napoli si conferma ancora una volta uno degli scali principali per la gestione degli sbarchi assegnati dal Ministero dell'Interno, in un contesto di costante emergenza che vede la riduzione delle capacità di soccorso in mare e l'ostruzione delle navi umanitarie come nodi centrali del dibattito politico europeo.