Massimo Cilenti, Presidente della Commissione Politiche Sociali, è intervenuto sul caso di Ponticelli, evidenziando come questi eventi siano il sintomo di una ferita profonda: l'arretramento dello Stato.
Il vuoto istituzionale e la crescita della violenza
Cilenti è netto nella sua analisi: dove mancano i servizi, il lavoro e i presìdi sociali, la criminalità trova terreno fertile. La violenza non è un fenomeno isolato, ma la conseguenza diretta di un'assenza istituzionale che colpisce duramente le fasce più giovani della popolazione.
"Dove lo Stato arretra, crescono violenza e livelli di efferatezza che colpiscono soprattutto i più giovani."
Il "Modello Scampia" per Ponticelli
La soluzione proposta non è una misura temporanea, ma un intervento strutturale. L’obiettivo è replicare il percorso di trasformazione avviato negli anni a Scampia, un modello integrato che ha dimostrato di poter restituire dignità e futuro a territori difficili.
I pilastri del piano proposto da Cilenti includono:
Investimenti pubblici mirati: Fondi certi per la riqualificazione del quartiere.
Lavoro sociale di prossimità: Una rete di supporto che operi direttamente sul territorio.
Istruzione e Famiglia: Rafforzamento dei servizi educativi e sostegno ai nuclei familiari fragili.
Rigenerazione urbana: Interventi architettonici e urbanistici per eliminare il degrado fisico.
Una responsabilità pubblica non più rimandabile
La lotta alla criminalità non si combatte solo con le forze dell'ordine, ma colmando i vuoti lasciati dalle istituzioni. Secondo il Presidente della Commissione Politiche Sociali, è necessario destinare risorse adeguate e continuative per contrastare la povertà educativa.
"Senza politiche sociali forti," conclude Cilenti, "la violenza continuerà a occupare gli spazi lasciati liberi dallo Stato." Il messaggio è chiaro: il tempo delle riflessioni è scaduto, è il momento dell'azione istituzionale stabile e riconoscibile.