Il decreto e l’effetto domino. Il decreto sull’omologazione dei dispositivi di rilevazione della velocità, inviato nei giorni scorsi a Bruxelles dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rischia di produrre un effetto dirompente sulla sicurezza stradale. Se il testo tornerà in Italia senza osservazioni e verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale, l’entrata in vigore è prevista entro la fine di maggio. Le conseguenze sarebbero immediate: lo spegnimento di 2.591 misuratori di velocità su un totale di poco meno di quattromila censiti sulla piattaforma ministeriale.
Autostrade senza Tutor
A destare maggiore preoccupazione è il destino dei Tutor autostradali. Secondo le stime, almeno 83 tratte lungo gli assi più trafficati del Paese resterebbero prive di controllo della velocità media. Dall’A1 Milano–Roma–Napoli all’A4 Torino–Trieste, passando per la A13 Bologna–Padova, la A14 Adriatica e la A16 Napoli–Canosa, interi corridoi strategici rischiano mesi di inattività. I nuovi criteri escludono automaticamente i sistemi approvati tra il 2004 e il maggio del 2017, imponendo una nuova procedura di omologazione che, nei fatti, comporterebbe uno stop prolungato.
I numeri della sicurezza
Non si tratta di dispositivi marginali. I dati storici mostrano che l’introduzione dei Tutor ha ridotto sensibilmente le velocità di punta e quelle medie sulle tratte controllate, con un impatto diretto sulla mortalità stradale, diminuita di oltre la metà già nel primo anno di utilizzo. Numeri che spiegano perché questi sistemi siano considerati tra i pochi strumenti capaci di modificare stabilmente i comportamenti di guida.
Le proteste delle associazioni
Le associazioni che si occupano di sicurezza stradale parlano apertamente di un rischio concreto di aumento delle vittime. Organizzazioni come l’Asaps denunciano una deregulation improvvisa proprio alla vigilia dell’estate, periodo in cui traffico e incidenti gravi aumentano. Il Tutor, sottolineano, è stato anche uno strumento socialmente accettato perché basato sulla velocità media e non sulla rilevazione istantanea, percepita come più punitiva.
Telelaser quasi fuori gioco
Accanto ai Tutor, il decreto rischia di mettere fuori uso anche la quasi totalità dei telelaser in dotazione alle polizie locali. Molti Comuni potrebbero restare scoperti dai controlli sulla velocità, in attesa che i produttori avviino le nuove procedure di omologazione e che gli apparati superino i test richiesti. Nel frattempo, numerosi strumenti finirebbero inutilizzati negli armadi municipali.
Un problema per i Comuni
Il blocco dei telelaser avrebbe anche effetti pratici sulla gestione delle violazioni. Questi dispositivi consentono la contestazione immediata, riducendo abusi e fittizie attribuzioni di responsabilità nella decurtazione dei punti patente. Resta inoltre aperta la questione dei costi sostenuti dagli enti locali per apparecchi acquistati di recente e improvvisamente da disattivare, dopo anni in cui approvazione e omologazione erano state considerate procedure equivalenti.
Sicurezza e incertezza normativa
Il nodo, ora, è politico e amministrativo. Senza correttivi al decreto, il rischio è di ritrovarsi per mesi con meno controlli proprio sulle arterie più trafficate del Paese. Un vuoto che, secondo esperti e associazioni, potrebbe tradursi in più incidenti e più vittime, riaprendo un fronte delicato tra esigenze di chiarezza normativa e tutela della sicurezza stradale.