Benevento

Tre suore – due del Madagascar, una filippina di 34, 59 e 60 anni – e due maestre di Benevento: una 55enne ed una 36enne. Sono i destinatari del divieto di dimora applicato dal gip Roberto Nuzzo, con la Procura che avrebbe invece voluto gli arresti domiciliari, nell'inchiesta dei carabinieri sui presunti maltrattamenti di cui sarebbero rimasti vittime, nell'asilo della Battistine, in città, alcuni bimbi nati tra il 2023 3ed il 2024.

Sono nove, ma altri tre sono ancora in corso di identificazione. Un'indagine che ha inevitabilmente fatto rumore, nata dalla denuncia presentata ai carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio, il 7 novembre 2025, dal rappresentante legale di un Consozrio accreditato per il servizio civile. Qualche giorno prima aveva ricevuto una mail nella quale una volontaria in servizio presso l'asilo aveva segnalato alcuni episodi: un piccolo legato ad una sedia, altri presi a schiaffi.

La Procura aveva disposto d'urgenza intercettazioni telefoniche e ambientali  nei quattro locali dell'asilo. La donna era stata immediatamente ascoltata dai militari, aveva riferito di lavorare dalle 9 alle 14 per 500 euro al mese, di trovarsi bene con i bimbi ma non con il personale, e di sentirsi esausta perchè aveva dovuto sopportare i comportamenti delle suore e delle maestre nei confronti dei piccoli.

Aveva aggiunto di aver conservato nel suo cellulare video e foto, e di aver annotato su alcuni fogli le punizioni fisiche, le violenze psicologiche e le condotte omissive delle insegnanti. Un quadro che poi sarebbe stato corroborato, secondo gli inquirenti, dalle immagini registrate dalle telecamere piazzate nell'asilo.

Di qui la richiesta di una misura cautelare, avanzata dal Pm al Gip, che ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e attendibili le dichiarazioni della volontaria. A seguire, l'applicazione del divieto di dimora a Benevento, idoneo a contrastare il pericolo di reiterazione del reato, e nessun arresto.

La tesi dell'accusa è che i bimbi sarebbero stati “immobilizzati alle sedie con i propri indumenti o bloccati per lungo tempo nei passeggini, insultati sul modo di vestire, sulla corporatura, sullo stesso nome del bambino/a, ed avrebbero subito schiaffi alla nuca, strattonamenti per i capelli, spintonamenti a terra anche rivolti a bambini ancora in fase di gattonamento, punizioni improprie e l' utilizzo della forza per costringerli a mangiare e dormire”.

Le indagate sono difese, tra gli altri, dall'avvocato Carmine Ruggiero. Per le parti offese gli avvocati Viviana Olivieri, Raffaele Tibaldi, Mario Tomasiello, Fabio Russo, Guido Principe, Giulio Penna e Fabio Ficedolo-