Benevento

L'Associazione Nazionale Presidi e Alte professionalità della scuola interviene dopo che a Benevento è deflagrata l'inchiesta sui presunti maltrattamenti ai bambini di un asilo nido privato nel centro storico della città. Indagini con al centro le condotte di cinque maestre tra suore e laiche all'interno della struttura educativa.

L’ANP vicina alle famiglie coinvolte e ai loro piccoli rimarca la “estrema gravità dei fatti addebitati alle indagate, alcune delle quali appartenenti ad una congregazione religiosa che ha come proprio carisma l’educazione e la formazione umana della gioventù.

Gli episodi di abusi evidenziati dalle indagini non sono in alcun modo giustificabili né comprensibili, con l’aggravante che sono stati rivolti a bambini di età compresa tra i pochi mesi e i tre anni di età. La grave situazione – rimarcano i presidi italiani - emersa necessita di una seria e rigorosa soluzione, che, oltre alle pene eventualmente comminabili secondo il nostro ordinamento giuridico, metta le indagate in condizione di non poter più svolgere la loro attività lavorativa all’interno dell’asilo nido né in altre strutture educative”.

L'associazione nazionale dei presidi poi accende i riflettori sulla 'buona scuola': “La scuola italiana, sia pubblica sia privata, non ha bisogno di docenti che maltrattino i minori loro affidati, né di metodi educativi che facciano perno su punizioni e su maltrattamenti fisici e psicologici, ma di docenti che siano in grado di accompagnare, formare ed educare i nostri bambini e i nostri ragazzi nel rispetto dei loro talenti e delle loro attitudini, anche quando non dovessero corrispondere alle aspettative dei docenti stessi”.

I dirigenti della Scuola invitano poi “le responsabili locali e provinciali della congregazione ad assumere severi provvedimenti nei confronti delle religiose coinvolte e confida nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura perché i responsabili di questi episodi vengano considerati secondo le leggi vigenti”.