di Paola Iandolo
Era prevista la riunione dei due procedimenti aperti dalla procura della Repubblica di Avellino sui corsi fantasma organizzati e mai effettivamente erogati ai dipendenti dell’Alto Calore, ma l'udienza è stata rinviata al 22 maggio prossimo. A determinare il rinvio, non solo la composizione precaria del collegio giudcante, ma anche il decesso di Michelangelo Ciarcia. Il 69enne si è spento a fine gennaio e stamane l'avvocato difensore, Nello Pizza, ha presentato la certificazione e dunque il tribunale ha emesso la sentenza di non doversi procedere per morte del reo. Il processo va avanti per gli altri tre imputati in un filone d'inchiesta, accusati a vario titolo - di peculato, malversazione di erogazioni pubbliche, tentata truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Nel primo filone le contestazioni a vario titolo per gli indagati vanno dall’ indebita compensazione (a partire da quella ottenuta nel 2019 per il credito d’imposta previsto dalla legge 205/2017, pari a circa 132mila euro; per il 2020 pari al massimo della somma erogabile, ovvero 250mila euro e stessa cifra per il 2021) in concorso con le sei diverse società che si sono occupate tra il 2019 e il 2021 della formazione dei dipendenti. Contestata anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.