Napoli

 

Un commando di giovanissimi, armi in pugno e dita sul grilletto, trasforma il salotto buono di Napoli in un campo di battaglia. Le immagini depositate agli atti dell'inchiesta sulla sparatoria tra l'11 e il 12 dicembre in piazza Carolina non sono solo la prova di un raid criminale, ma la fotografia di un'emergenza sociale che scuote le istituzioni.

La sequenza: 11 minuti di terrore

Il video ricostruisce una spedizione punitiva durata 11 minuti. Quattro sicari su due scooter partono dai vicoli di via Toledo. Dopo un tamponamento accidentale a Montesanto, uno dei malviventi scende e punta due pistole ad altezza d'uomo contro i passanti. Il raid prosegue verso via Chiaia, tra proiettili esplosi verso i rivali e le urla di ragazze in fuga. L'inchiesta, coordinata dalla PM Celeste Carrano e dalla Squadra Mobile, ha portato all'arresto di sette persone (quattro minori), guidate dal ventenne Johnny Percich.

L'allarme della Procuratrice: "Modalità camorristiche tra i giovanissimi"

Sull'episodio è intervenuta con durezza la Procuratrice del Tribunale per i minorenni, Patrizia Imperato, sottolineando come l'inasprimento delle pene non stia frenando l'escalation: "Ci troviamo di fronte a minori che compiono reati efferati con modalità camorristiche, evocando un clima di intimidazione tipico delle associazioni mafiose. Sparano in pieno centro, incuranti dei turisti e della polizia".

La Procuratrice punta il dito sulla necessità di una prevenzione radicale, citando il progetto "Liberi di scegliere": "Dobbiamo supportare le famiglie per evitare che i figli crescano con una mentalità di bieca trascuratezza. La nuova proposta di legge consente di intervenire non solo allontanando i ragazzi dai contesti criminali, ma offrendo loro sport e attività ludiche, che per molti di questi giovani oggi sono un lusso inaccessibile".

Paolo Siani: "Mancano gli asili nido, non è solo emulazione"

A rincarare la dose è Paolo Siani, pediatra e deputato, che sposta l'attenzione sui primi anni di vita come unica vera barriera contro la devianza. "Cosa spinge un sedicenne a impugnare una pistola? È la mancanza di cultura. La scuola è un argine fondamentale alla devianza giovanile, ma si deve iniziare dall'asilo nido. Ma al Sud gli asili non ci sono: la Campania sta recuperando ma è al 18%, l'Umbria al 48%".

Secondo Siani, il lavoro delle associazioni del terzo settore è straordinario ma interviene spesso quando il disagio è già conclamato: "Serve un patto per l'infanzia. Gli amministratori devono capire che investire sui primi tre anni di vita significa avere meno ragazzi che domani spareranno in piazza".

Una strage sventata

Mentre la difesa degli indagati ha proposto ricorso al Riesame, emerge un dettaglio inquietante dalle intercettazioni: il gruppo stava pianificando un altro agguato per il 9 gennaio nella zona dei "baretti" di Chiaia. Solo i fermi della polizia hanno impedito che la guerra dei ragazzi insanguinasse ulteriormente il cuore della movida napoletana.