"Leggo di ringraziamenti, obiettivi raggiunti, salto di qualità della vita, di una città esistente solo nelle loro menti. Io, invece, lascio il Consiglio Comunale con profonda delusione". Lo afferma il consigliere comunale del Psi, Rino Avella che, nel giorno in cui è stato sciolto il Consiglio comunale di Salerno per le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli, traccia un bilancio decisamente negativo e critico del lavoro svolto in questi anni dall'Amministrazione.
"Le condizioni di Salerno sono nettamente peggiorate a causa del mancato governo della città. Sindaco e Giunta non hanno saputo e voluto incidere come sarebbe stato doveroso.
In questi 4 anni, il sindaco non ha mai raccolto le sollecitazioni mie e di taluni altri consiglieri, demandando di volta in volta la trattazione della materia specifica agli assessori al ramo e/o agli uffici. Svuotando di significato la sua funzione, ha lasciato a briglie sciolte gli assessori, il cui amore per la città è apparso pari a zero", l'amara constatazione di Avella.
"Salerno ha risentito tantissimo di questo mancato governo con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: strade-gruviera costellate da buche in ogni quartiere della città; tombini otturati; marciapiedi rotti; Polizia Municipale senza una valida guida in grado di impartire direttive efficaci e conseguente circolazione stradale bloccata, caotica, ostaggio delle doppie e triple file; parcheggiatori abusivi anche sotto al Comune. Verde pubblico lasciato alla legge della natura con la grande maggioranza del patrimonio arboreo non curato, con migliaia di piantumazioni da realizzare (in altrettante formelle vuote, addirittura sul Corso appena rifatto), con parchi lasciati a se stessi (vedi le condizioni del ‘Mercatello’ ma anche della Villa Comunale e del lungomare e delle altre grandi aree). Raccolta rifiuti completamente inefficace: da mattina a sera è uno slalom per evitare buste, cartoni, rifiuti di ogni genere. Le micro discariche proliferano in tanti angoli della città, l’ultima documenta è quella di via Principessa Sichelgaita, più volte segnalata e rimossa solo ieri, dopo oltre un mese. Nessuna azione o linea di indirizzo sulla delicatissima vicenda del porto. Silenzio colpevole da parte di Sindaco e Giunta", prosegue l'esponente socialista.
"Nota molto dolente ha riguardato il (mancato) governo dello sport. Al mio rientro in Comune, dopo circa 20 anni, ho trovato il ‘nulla’. Cioè ho verificato che nei 20 anni precedenti non erano state eseguite nemmeno le manutenzioni ordinarie agli impianti. Quindi vistosamente decadenti.
La città avrebbe avuto bisogno di un assessore allo Sport con ampio ‘portafoglio’, a seguito di un pieno ‘mandato’. Invece la delega l’ha mantenuta (ma mai esercitata) il sindaco, di fatto demandando alla Commissione Sport l’onere di affrontare e risolvere la caterva di problemi di questo settore.
La Commissione però non ha potere decisionale o capacità di spesa ma solo di indirizzo politico, esercitando il quale, da Presidente, sin dal primo giorno dal mio insediamento, ho interloquito quotidianamente con i vertici dell’Amministrazione, ottenendo però molto poco in termini di soluzioni.
I risultati, seppure apprezzabili, sono gocce in un mare di necessità irrisolte. Si sta ultimando il piccolo Palazzetto dello Sport a Mercatello-Mariconda, si è nella fase esecutiva per il PlayGround a Vinciprova, abbiamo ristrutturato i campi Settembrino e De Gasperi. Nell’ambito delle economie strappate dal bilancio comunale, in questi 4 anni abbiamo effettuato manutenzioni straordinarie al Palatulimieri, alla piscina Vitale, alla palestra Senatore ed alle palestre del Vestuti ed effettuato manutenzioni ordinarie quotidiane. Mai coinvolti nelle fasi propedeutiche, abbiamo preso atto del progetto di ristrutturazione dello stadio Arechi e di rifacimento del campo Volpe a seguito del quale, in Consiglio Comunale, abbiamo sollevato il grande problema dell’abbattimento del Palatulimieri. Solo allora la Regione Campania e l’Arus hanno apportato la necessaria modifica al progetto, prevedendo la ricostruzione della struttura nell’ambito del complesso-Volpe.
Abbiamo accolto con grande aspettativa le parole più volte pronunciate in contesti ufficiali dall’allora presidente della Regione, De Luca, circa la ristrutturazione radicale del Vestuti. Parole a cui però non sono mai seguiti atti della Regione come invece fatto per l’omologo storico impianto Collana del Vomero a Napoli".
Amarezza anche per l'epilogo finale: "In ultimo, lascio con la grande delusione per l’epilogo ampiamente anticipato di questa consiliatura. La nave non si abbandona. L’ex Sindaco lo ha fatto, chiudendo, senza infamia e senza lode, una delle pagine più buie nel processo democratico di questa comunità. Oggi comincia una nuova fase. Qualora i cittadini lo volessero, ritornerei in Consiglio Comunale per contribuire a governare Salerno come i salernitani davvero meritano".