La notte è passata. L’ora più buia resta. La Salernitana s’interroga, analizza la clamorosa frenata nel proprio rendimento ma anche l’incapacità di saper ripartire. Se il pari con il Giugliano era stato accolto come un incidente di percorso dolorosa, la sconfitta di Cerignola certifica la resa granata nella corsa alla serie B ma ha fatto emergere con forza tutti i difetti di una squadra nevrotica, senza adrenalina, apparsa sfiduciata, sfilacciata, consegnatasi troppo presto all’avversario. La sfortuna ci ha messo lo zampino ma non basta. Anche gli ultras, sempre al fianco della squadra, ieri hanno presentato il conto. Prima i cori a calciatori e Iervolino nel post-partita, poi l’amara sorpresa al ritorno del pullman al Centro Sportivo Mary Rosy: “Indegni” lo striscione che campeggiava sulla carreggiata di Pontecagnano Faiano.
La società chiamata a decidere
L’ad Pagano e il ds Faggiano si sono interrogati a lungo nel post-partita del Monterisi. Filo diretto con Danilo Iervolino. Il patron dopo Siracusa chiese di “far lavorare in pace Raffaele e Faggiano”. Sembra una vita fa. Il giudizio è inficiato dalla distanza siderale dal Benevento primo in classifica, con una squadra incapace di saper imporre la propria idea di gioco, con appena una vittoria con due gol di scarto, con solo due vittorie nel 2026. Troppo poco. La scelta più comoda e che stuzzica maggiormente è quella che rimanda alla soluzione interna con Guglielmo Stendardo, attuale allenatore della Primavera. Più ambiziose le piste D’Aversa, Marino, Caserta. Questa mattina la ripresa degli allenamenti al Centro Sportivo Mary Rosy. Squadra, società e allenatore si guarderanno negli occhi. La Salernitana ora non può più rimandare le decisioni.